Una riflessione di don Rino Pistellato sulla situazione in Ucraina

MAI PIU’ GUERRA!

Ci eravamo detti al termine del secondo grande conflitto mondiale. Ora la storia torna indietro : è contrapposizione totale dei due blocchi in stile guerra fredda. Ma è guerra vera, distruzione di speranza , infezione che fa strage di giovani (il domani, la speranza), strage di vecchi (la memoria, la saggezza).

Guerra: fabbrica di dolore, di profughi.

La covava da anni, la portava nel cuore come una serpe, guerra premeditata, che va contro la storia di questi ultimi trent’anni, gli anni seguiti al crollo del gigante dai piedi d’ argilla che ha lasciato nello sconosciuto giovane, che stava crescendo nelle strade di Leningrado , rabbia, delusione, nostalgia: tutto spazzato via, gli splendori degli zar, la retorica dei settant’anni del potere sovietico…!

Eccolo l’onnipotente: ambizioso, inaffidabile, enigmatico, evasivo… mettere in moto la ferocia d’un passato che tutti sapevamo sepolto.

Il PUTIN ! Venuto fuori dal nulla, dalle casseforti del KGB: eccolo Presidente della Russia il 31 dicembre 1999 e da allora sempre in sella, vincente, arrogante. Nei suoi occhi di ghiaccio si leggono i vaneggiamenti di un esaltato che si propone un revisionismo storico e vuole riscrivere la storia come un vate investito di una missione: ricostruire l’impero, di cui l’Ucraina è la gemma più preziosa. Lui non si è mai rassegnato alla sua fuga dalla Russia tra le braccia dell’Occidente (Indipendenza 25 dicembre 1991): anzi, ha sempre dimostrato un odio passionale durante gli anni dell’autonomia, odio come quello che si prova verso un’ex fidanzata felice con il nuovo compagno.

Che rabbia provava a vederla ora una colonia strappata dagli USA, un fantoccio dell’Occidente fuggita dalla madre patria! No, ripete tra sé e sé: Ucraina è parte integrante della nostra storia e cultura. Non possiamo accettare la mutilazione del glorioso impero sovietico!

Io stesso l’ho udito dichiarare in televisione al popolo russo poco tempo dopo essersi nominato Presidente (o meglio dittatore):

“Noi non possiamo esistere se non come grande potenza. La Russia senza l’Ucraina cessa di essere un impero, con l’Ucraina subalterna e subordinata diventa automaticamente un impero.

Separare l’Ucraina dalla Russia è una ferita nella cultura secolare unitaria dell’ antica Russia”

Perché’ l’Ucraina è proprietà contesa?

Essa ha un’ubicazione strategica: cerniera, ponte di Eurasia, bilancia tra Est e Ovest.

E’ importante per l’Unione Europea, strategica per gli Stati Uniti, vitale per la Russia che ne ha fatto la sua ossessione.

Il Financial Times nel passato definiva Putin “maestro di scacchi”, in questi ultimi giorni lo ha bollato così: VLAD IL PAZZO!

Come si fa a dargli torto? Putin ha in sé

– un mix di nostalgia sovietica

– il rimpianto per la grandeur imperiale

– la paranoia dell’accerchiamento della Nato.

Don Rino