Riparte la catechesi con i genitori

Riparte la catechesi con i genitori  –  Il racconto di una mamma di 5a elementare

Domenica 18 ottobre  ai Salesiani di Cuneo dopo la messa delle 16 si è svolto, presso l’oratorio, l’incontro per i genitori ed i ragazzi della 5 elementare. La parrocchia, per rispettare le regole imposte dalla Diocesi ma non venire meno al suo servizio verso tutti i fedeli, ha organizzato questi appuntamenti per ricucire lo strappo che questo periodo di pandemia ha creato. Tanto più per i nostri bambini che aspettano trepidanti la comunione è stato un bel modo per riprendere quel cammino  intrapreso che, come sottolinea Don Mauro, vede nel sacramento una tappa per una crescita spirituale non tanto un punto d’arrivo.
Da genitore, se già apprezzavo la cura con cui venivano organizzati questi incontri, tanto più in questo momento, ammiro l’energia che Claudia e Giulio ci mettono. In un incontro di un’oretta riescono sempre a darci degli stimoli per aiutarci a riflettere e poter accompagnare i nostri figli durante questo cammino di fede.
Partendo da una carrellata di immagini, proprio dei mesi del periodo bui del lockdown, abbiamo tirato fuori i sentimenti che ci hanno rievocato: paura per il futuro, insicurezza per il domani, incertezza sul tempo che ci resta da vivere, le persone che ci sono care che diamo per scontate ma che magari potremmo perdere. Ad alcuni di noi però hanno evocato anche speranza, vedendo tutta la solidarietà che si è attivata; speranza perché le cose non andranno più allo stesso modo perché noi siamo inevitabilmente cambiati e cambiato è il nostro atteggiamento. Ci siamo riappropriati della gioia per le piccole cose di ogni giorno che davamo per scontate come i legami familiari. Nel confronto ci siamo trovati d’accordo sul fatto che questo periodo ci ha permesso di dare delle priorità. Ci ha fatto separare ciò che è necessario, di cui non possiamo fare a meno, come le relazioni con gli altri, i legami familiari, la libertà di movimento e ciò che è superfluo come la frenesia della vita.
La domanda che abbiamo poi affrontato è stata: Dio ma tu dove sei in questi momenti? Perché non fai niente? E proprio a tal proposito ci siamo riallacciati alla meditazione che Papa Francesco ha fatto il 27 marzo dove si parlava infatti del racconto della tempesta, dove i discepoli presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa sono spaventati, disperati. E dicono “Maestro non t’importa che siamo perduti?”(v38). Mentre loro sono allarmati Egli è a poppa fiducioso del Padre e dice “Perché avete paura? Non avete ancora fede?” (v40). Anche noi dobbiamo avere fiducia in Gesù e affidarci a Lui. Dobbiamo essere coscienti del nostro bisogno di salvezza perché da lì parte la fede. È un appello ad accogliere Gesù nelle nostre vite, con lui a bordo non si fa naufragio. Come dice Papa Francesco “Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte” come questa pandemia.
Nella parte finale ci siamo poi soffermati sull’importanza di essere uniti perché solo tutti insieme ci si salva. Questo momento difficile ci ha infatti fatto capire che non siamo onnipotenti né tantomeno autosufficienti, da soli infatti si affonda. Nelle parole di Papa Francesco viene fatto un appello alla solidarietà. A tal proposito ci è stata fatta una domanda. Cosa posso fare io per la comunità? Sono svariati i campi in cui uno può fare la propria parte nella società in cui viviamo. Ci sono stati dati inoltre degli spunti per attività pratiche che potremmo svolgere ai sale: lettura in chiesa, chi sa suonare uno strumento potrebbe farlo alla messa, scrivere nella newsletter, aiutare nel triage all’oratorio, fare accoglienza all’ingresso della chiesa.
Parte inoltre questa nuova sfida, la messa della domenica dei giovani e della famiglie alle ore 16. Avendo visto un calo di affluenza dei giovani alle messe hanno voluto dare questa nuova possibilità.

Grazie di tutto quello che fate, firmato una mamma