“Prove di Crescita”: Uno sguardo differente sul viaggio dell’adolescenza

Suggestioni, emozioni e dialogo presso la Sala della Comunità

Coloro che hanno partecipato a “Prove di Crescita”, la serata evento realizzata presso la Sala della Comunità dei Salesiani Cuneo, in collaborazione con il Centro per la Famiglia dello CSAC e il Liceo E. De Amicis di Cuneo, sono usciti dal Cinema Teatro Don Bosco con uno sguardo differente in merito a quel sentiero, chiamato adolescenza.

L’incontro di giovedi 28 aprile, ha infatti sorpreso gli adulti presenti in sala che hanno assaporato due ore immersi nel mondo adolescenziale, approfittando di un punto di osservazione privilegiato.

L’avvio della riflessione è stato guidato dalla sorprendente Elisa Dani (attrice e regista teatrale di Boves) che in un reading introduttivo ha accompagnato la platea in una serie di suggestioni capaci di risvegliare emozioni e consapevolezze tali da ri-prendere contatto con il proprio vissuto adolescenziale e con quello dei propri figli. Parola dopo parola, il tempo ed il sentire dell’adolescente inteso come colui/colei che si sta nutrendo – dall’etimologia della parola stessa – diventa palpabile in sala e si accosta ad un senso di adultità che, nei fatti, è pur sempre una fase anch’essa di crescita e cambiamento.

Le stimolazioni non sono mancate: il viaggio della crescita e della ricerca di sè, da sempre caratterizzato da grandi cambiamenti, è parso un’avventura ricca di emozioni, soddisfazioni, ostacoli superati ed energie esuberanti e vitali celate dietro luci e ombre.

Nella seconda parte dell’evento, il palco è stato abilmente gestito da Elisa Tavera (psicologa psicoterapeuta del Centro per la Famiglia del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese) che con l’utilizzo di una piattaforma digitale di collaborazione online ha alimentato il dialogo con i genitori, educatori ed insegnanti presenti in sala.

Originale, interattivo, leggero ma non superficiale, l’intervento della dott.ssa Tavera ha concesso uno spazio di riflessione in una dimensione non giudicante, sincera e portatrice di fiducia e speranza. “L’adolescenza è la vita che esplode e tenta di venire alla luce” e quindi, cari genitori, cercate la chiave della porta dei vostri figli che sono frammentati, vitali e in cammino, e hanno pur sempre un assoluto bisogno delle figure genitoriali presenti e attente a loro, in una nuova veste.

La serata è stata anche l’occasione per  ricordare i tanti servizi messi a disposizione dal Centro per le famiglie del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, tra i quali lo sportello S.O.S. Adolescenti per i genitori che hanno necessità di un confronto con esperti in tema di relazione e accompagnamento dei figli adolescenti, lo Sportello per i genitori separati e lo Sportello per donne vittime di violenza.

Il quadro delle iniziative a supporto, si completa con lo Spazio Ascolto Giovani “AL 34”, sportello a cui possono rivolgersi in autonomia gli adolescenti per mettersi in contatto con professionisti sociali e sanitari a loro disposizione.

Dall’intervento  di Giancarlo Arneodo, Presidente del Consorzio, è emerso chiaramente come le collaborazione ed il lavoro di squadra sul territorio siano la chiave per ottenere risultati: la numerosa e attiva partecipazione in occasione di “Prove di Crescita” è stata certamente un segnale della sinergia vitale che si vuole mantenere e alimentare sul territorio, anche grazie ad  iniziative in linea a quanto realizzato giovedi 28 aprile presso la Sala della Comunità, Cinema Teatro Don Bosco.

Infine, tra i suggerimenti, anche un utile rimando al potenziale di una buona lettura, per giovani e adulti, approfittando dell’enorme offerta di qualità della biblioteca 0-18 anni di Cuneo che può regalare molti scorci sul vissuto adolescenziale, tra le pagine di un libro.

Doveroso un riferimento alla Sala della Comunità, che non è stato solamente il luogo fisico dell’evento, bensì un vero e proprio spazio di incontro e di scambio nella comunità, confermando ulteriormente la vocazione di proporre iniziative culturali, formative, tematiche a servizio del territorio.

La serata si è conclusa con l’augurio di Don Mauro affinchè “nessuno si senta solo o isolato”, nè i giovani e tanto meno le figure genitoriali che li accompagnano. In pieno stile Don Bosco, si chiude il sipario con un sorriso e la consapevolezza che i ragazzi non basta amarli e volere loro bene, ma è necessario che loro si accorgano di essere amati.