Pregare il S.Rosario in famiglia

Il 6 maggio 2020 il Rosario è stato guidato dai Lovera, i nostri vicini, e dai Siani, la mia famiglia. Noi viviamo in via Cascina Colombaro e già da qualche anno organizziamo il Rosario in cortile, con l’immancabile buffet di dolci e stuzzichini al termine della serata (ormai siamo famosi per questo!).

Le nostre famiglie, molto legate, hanno collaborato anche questa volta per portare avanti la tradizione e  condividere un momento di preghiera con il resto della comunità: in questo periodo non sono molte le occasioni per “stare” vicini, ma il mese di maggio, con il Rosario, permette di “essere” vicini e sostenersi a vicenda nonostante la distanza.

I preparativi hanno coinvolto ogni singolo membro delle famiglie. Gli adulti hanno scritto riflessioni ed intenzioni e hanno allestito l’angolo del giardino destinato alla statua di Maria; io, mio fratello Gabriele e la nostra vicina Elena ci siamo esercitati continuamente a suonare il canto finale con chitarre e flauto. Un altro ruolo di noi più piccoli è stato quello di leggere i brani prima di ogni mistero, che ci siamo divisi con cura. Purtroppo però, pochi minuti prima dell’inizio del Rosario, ha cominciato a piovere a dirotto: abbiamo spostato la statua della Madonna dal grazioso cantuccio che le avevamo preparato davanti alla pianta di rododendro all’atrio di casa Lovera. Il momento di preghiera è stato impreziosito dalla presenza del quadro di S. Domenico Savio, la cui ricorrenza cade proprio il 6 maggio, e dal video conclusivo di don Riccardo, un sacerdote missionario in Liberia nonché zio di Irma Lovera.

Aldilà dell’inclemenza del tempo, è stato un momento che ci ha arricchito e ci ha fatto del bene, poiché ci siamo ulteriormente uniti nella cooperazione.  Guidare il Rosario da casa nostra è stato un ottimo modo per metterci al servizio della comunità: abbiamo donato un pezzo della nostra intimità familiare, quindi del nostro mondo, affinché le altre persone riuscissero a pregare meglio e ad avvicinarsi di più a Maria.