Il Sinodo diocesano si avvia verso l’Assemblea conclusiva

Il vescovo Piero Delbosco nominerà i membri del Gruppo di attuazione del Sinodo che lo accompagneranno nella stesura del Libro Sinodale

La quinta sessione del Sinodo diocesano di Cuneo e di Fossano sul Ruolo dei laici nella Chiesa si è tenuta venerdì 21 gennaio nella chiesa di Sant’Antonio in Fossano. Alla Segreteria del Sinodo spetta ora di rielaborare quanto emerso per proporre una ri-scrittura delle proposizioni per l’Assemblea conclusiva che si tiene venerdì 18 febbraio nella chiesa di San Paolo in Cuneo.

Durante la quinta sessione è stata proposta l’idea di votare un Gruppo di attuazione del Sinodo con lo scopo di accompagnare nel passaggio dalle proposizioni al Libro Sinodale. Primo scopo è aiutare il Vescovo nella ricerca di percorsi concreti per attuare gli orientamenti emersi. Secondo è mantenersi fedeli, nella stesura del Libro sinodale, a quanto lo Spirito ha suscitato. Dalla prima richiesta di persone disposte a candidarsi sono giunti pochi nominativi. Si chiede pertanto se l’assemblea intenda procedere per la costituzione del Gruppo e per votare i nominativi. Risultano 36 voti contrari e 32 favorevoli. Il Vescovo, preso atto della votazione, ribadisce la sua intenzione di nominare un gruppo che lo possa accompagnare verso la stesura del Libro Sinodale. Procederà pertanto con sua libera scelta a contattare persone disponibili.

La riflessione sui laici, che segue a quelle sui cambiamenti, sulla parrocchia, sulla fede e sul prete, è stata sollecitata dalla base e accolta dalla Segreteria del Sinodo.

È emerso il principio fondamentale del Concilio Vaticano II sul tema del laicato, ossia la priorità dell’impegno di testimonianza nel mondo: essere luce e sale per il mondo attraverso la vita professionale, l’impegno sociale e politico, la vita di famiglia, lo studio, la ricerca e tutto quanto fa parte della vita sociale e culturale. Da qui deriva l’esigenza di formazione culturale e teologica all’altezza del tempo, ampia e capace di coinvolgere lo spirito delle persone, la loro coscienza, senza limitarsi ad offrire competenze pragmatiche. Il ruolo attivo dei fedeli non deve uniformarsi all’attivismo della società contemporanea.

È stata ribadita la necessità di laici che svolgano servizi pastorali all’interno della comunità e sul piano dell’educazione e animazione sociale, in continuità con la tradizione locale di parrocchie e diocesi, ma senza cadere nella spirale dell’attivismo presente nella società contemporanea. Anche su questo fronte viene ribadita la necessità di formazione specifica. Si è richiamato il ruolo delle associazioni laicali presenti, ma anche le difficoltà a superare l’autoreferenzialità. Il tema della remunerazione economica degli operatori ha suscitato visioni complementari: necessaria per avere operatori qualificati e disponibili nel tempo, ma anche da vigilare per non perdere lo spirito di gratuità. Resta la domanda su quanti sono usciti dalla Chiesa e su quei fedeli che non hanno particolare visibilità. Qual è il loro ruolo per la testimonianza del Vangelo?

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