Il carisma salesiano continua a generare scelte di vita: la testimonianza di Lucia

L’ 8 dicembre 2005 sono arrivata per la prima volta in oratorio ai Sale e, siccome mi è piaciuto tanto giocare a palle di neve dopo messa, ho deciso di tornarci. E ho continuato a sentirmi a casa, proprio come quella mattina a sei anni nel cortile innevato, anche durante i pomeriggi in cortile, nelle giornatone di estate ragazzi, ai gruppi elementari e medie, al catechismo, nelle attesissime settimane a San Giacomo, nelle domeniche a messa e poi subito a giocare in cortile! Sono cresciuta nella sicurezza che in oratorio ci fosse qualcuno che ci voleva veramente bene ed era contento di stare con noi: gli animatori, i salesiani e le figlie di Maria Ausiliatrice, ma anche tante mamme e papà della comunità. La loro presenza mi ha fatto conoscere Don Bosco e in Don Bosco ho incontrato Gesù.

Durante le superiori, iniziando a vivere l’oratorio da animatrice ho capito, nell’incontro con alcuni ragazzi in particolare, che l’oratorio non è solo un bel posto dove si fanno tante cose, ma che è un bel posto in cui ci si occupa di anime! E piano piano mi sono accorta che queste anime occupavano tanto spazio dentro di me, ma non erano allo stretto, anzi, più lasciavo loro spazio stando con loro, più riuscivo ad essere me stessa a casa, a scuola, con i miei amici.

E così quest’anno, continuando a frequentare l’università, ho vissuto in comunità proposta a Valdocco dalle FMA, e, dopo l’estate all’oratorio salesiano San Paolo di Torino, a settembre continuerò il cammino andando in postulato. Conto sulle vostre preghiere, chiedete a Maria che veramente custodisca sotto il suo manto ogni ragazzo che passa in un cortile salesiano, per adesso io posso confermare che da quell’8 dicembre mi ha sempre tenuta per mano!

Grata per sempre al Signore per il bene che, attraverso la comunità dei Sale, opera in tante vite, tra cui la mia.

Lucia