I giovani incontrano il sindaco

“Non esiste un problema solo di una persona. Il problema per definizione è sempre di tutti e finché non capiamo questo non ne usciamo.”. Questa la frase che il sindaco di Cuneo Federico Borgna ha lasciato agli universitari e giovani lavoratori durante la videochiamata di mercoledì sera. L’incontro, previsto già da prima del corona virus, è stato una tappa del cammino del gruppo “Nonpiùteenagers” guidato dalla domanda: “Cuneo è una città per giovani?”.

Data la situazione, oltre che di politiche giovanili, si è parlato anche del contesto attuale. Il sindaco ha mostrato quale significato ha avuto e continua ad avere per Cuneo questa pandemia. Da un lato la situazione del sistema sanitario, la crisi economica che richiede delle azioni nel breve periodo e la situazione di incertezza che esige, invece, una programmazione nel lungo periodo, e dall’altro lato le risorse positive, in termini di solidarietà e resilienza, che i cittadini stanno dimostrando di avere. Alle domande su come si immagina che usciremo da questa emergenza ha risposto: “Spero che non torni tutto esattamente come prima. ll punto dov’eravamo aveva aspetti positivi, ma anche tanti negativi. Una su tutte, spero che capiremo che la nostra generazione ha vissuto pensando di dominare l’ecosistema, mettendosi al centro, mentre stiamo vedendo che non siamo al centro, ma siamo una parte.”

Si è parlato quindi di ambiente, di come per molto tempo si è puntato solo su quei passi che portavano un efficientamento economico oltre che ecologico, sottolineando invece la necessità di iniziare a investire risorse che portino benefici anche esclusivamente ambientali.

E poi il tema centrale: come coinvolgere attivamente i giovani nella vita della comunità cittadina? Quali le difficoltà da superare rispetto alla partecipazione politica che spesso, come ha detto Borgna, si mostra ai più “respingente e noiosa”?  Come rendere i servizi della nostra città usufruibili e accessibili ai giovani? Come può caratterizzarsi il polo universitario di Cuneo per distinguersi nonostante le piccole dimensioni, limitando così l’esodo di gran parte dei giovani dopo le superiori?

A queste, come ad altre domande di cui si è discusso durante la serata, non è stato possibile trovare una risposta puntuale ed immediata, ma discuterne è stato un segnale di speranza. Speranza che nessuno si tiri fuori. Speranza che ciascuno portando avanti il proprio dovere di studente, lavoratore, genitore, amministratore pubblico, … non si senta estraneo rispetto a nessuna questione perché anche quella apparentemente più estranea alla nostra condizione perché, come ha detto il Papa nel momento straordinario di preghiera del 27 marzo per tutti arriveranno tempeste, e probabilmente adesso ne è arrivata una che tocca veramente tutti, che faranno crollare “il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo il nostro ego” e lasceranno scoperta “quella (benedetta) appartenenza comune a cui non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli”

Lucia