Giornata di inizio anno pastorale

Domenica 10 ottobre ha ufficialmente preso avvio l’anno pastorale, che quest’anno è improntato sullo slogan “Amàti e chiamàti. Make the dream!”. Il cammino educativo pastorale dei Salesiani di tutt’Italia, infatti, fa riferimento al sogno che Giovannino Bosco fece all’età di nove anni e nel quale incontrò un uomo, ossia Gesù, e una donna, Maria, che gli suggerirono come affrontare i lupi (i compagni turbolenti) e farli diventare pecore. È un sogno che don Bosco comprenderà pienamente solo nel 1887, pochi mesi prima di morire. Nell’ottica di renderci “umili, forti e robusti” la proposta pastorale ci invita pertanto a curare la nostra formazione spirituale e la dimensione dell’amorevolezza.

La giornata si è aperta con il mandato per tutti gli operatori pastorali (educatori, animatori, catechisti, allenatori dell’Auxilium e collaboratori della Sale Academy) nella messa delle 10.30. A seguire si è tenuto un piccolo momento di convivialità, sempre nel rispetto delle restrizioni e della normativa Covid-19, con un aperipranzo pensato e offerto dal gruppo degli Ex Allievi. Nel pomeriggio la festa è proseguita con i giochi, preparati dagli animatori, per i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie. Dalle 17 alle 19 si sono svolti tornei a squadre per i ragazzi delle superiori, mentre alle 17,15 è stata offerta la possibilità di vedere al cinema “I Croods 2”, con biglietto ridotto a tre euro per coloro che partecipavano alle attività del pomeriggio.

La giornata si è conclusa con il rosario delle 19 e la cena preparata dai braccianti agricoli ospitati nelle strutture dell’oratorio. Al termine del rosario don Thierry ha lasciato una buonanotte incentrata sul desiderio più intimo di don Bosco: vedere felici i giovani “nel tempo e nell’eternità”, pensiero che richiama la locuzione latina “hic et nunc”, “qui e ora”. Don Bosco ci parla di un tempo materiale, quello della vita terrena, ma anche di un tempo che va oltre a quello terreno, ossia la dimensione dell’eternità. Il tutto ha come filo conduttore la fede, che si pratica e si manifesta in oratorio, e si auspica venga mantenuta anche in età adulta, quando le attività legate all’oratorio e alla parrocchia diminuiranno gradualmente. Come sosteneva madre Mazzarello: «l’importante non è cominciare: l’importante è continuare», incipit per l’apertura dell’anno pastorale, che sollecita a mantenere fede agli impegni presi.