Emergenza migranti vista da due giovani volontarie dell’oratorio

Quest’estate nel cuneese c’è stato un inaspettato arrivo di giovani immigrati in cerca di lavoro. La loro presenza ha creato numerosi disagi al comune che ha cercato di sistemarli, nelle ore serali, in ambienti opportuni, ma purtroppo non sono bastati.
Grazie all’oratorio abbiamo avuto la fortuna di poter incontrare al centro di accoglienza, gestito dalla Croce Rossa e al Movicentro numerosi volti di ragazzi che, anche senza grandi aspettative, hanno visto in noi delle persone amiche con cui poter parlare e confrontarsi
Se ci si approccia a loro senza troppi pregiudizi, si riesce ad avere il cuore libero e aperto ad accogliere ogni piccolo gesto. Senza per forza andare in capo al mondo, nel nostro prossimo, specialmente in questi volti che raffigurano la povertà, possiamo incontrare l’amore di Dio.
Senza pretendere di salvare il mondo, con un semplice “come stai” si può migliorare la giornata di queste persone e automaticamente migliorare la nostra.
Queste sono esperienze in cui basta donare poco, essere se stessi per poter ricevere tanto.
Se ci interessiamo di loro  allo stesso tempo loro si interessano molto di te. Sono tutti molto giovani ma hanno alle spalle un vissuto piuttosto difficile e duro. Vengono in Italia con l’idea di lavorare e potersi creare una vita migliore. Se ci soffermiamo a chiacchierare con loro è inevitabile vedere nei loro visi  tanta sofferenza, maliconia di casa ma anche tanta riconoscenza di poter stare in Italia e di poter lavorare. Sono veramente persone come noi, che ricercano la felicità, hanno sogni, hanno progetti ed emozioni.
L’unico modo per arrivare al loro cuore, è immedesimarsi in loro
Anna e Irene