Diocesi di Cuneo: Non cambiano i protocolli anticovid per le attività pastorali

Fedeli ed operatori pastorali sono invitati ad utilizzare la mascherina FFP2, ricordando che chi è sottoposto a quarantena o isolamento o sorveglianza deve rispettare le indicazioni date dalle autorità sanitarie

Continua la collaborazione della Chiesa nella lotta contro la pandemia: pur avendo caratteristiche proprie, la comunità ecclesiale non si sottrae alle leggi dello Stato, ma le applica condividendone lo spirito e l’urgenza.

Per quanto riguarda le attività pastorali, solo per i concerti nelle chiese, le visite guidate nei luoghi di culto e i convegni aperti al pubblico è necessario il green pass rafforzato, e cioè la certificazione rilasciata ai vaccinati o ai guariti dal Covid-19. Per tutte le altre attività di culto e religione, la cui programmazione può proseguire regolarmente, si continuano ad utilizzare i protocolli in vigore: la Segreteria generale della Conferenza Episcopale Italiana raccomanda, inoltre, di invitare i fedeli e gli operatori pastorali ad utilizzare la mascherina FFP2, e di ricordare che chi è sottoposto a quarantena o isolamento o sorveglianza deve comunque rispettare le indicazioni date dalle autorità sanitarie (ad esempio, ai ragazzi in sorveglianza con testing per il tracciamento scolastico è sconsigliata la partecipazione al catechismo, pur risultando negativi al primo test, fino all’esito negativo del secondo test da effettuarsi cinque giorni dopo il primo).

In merito all’obbligo di green pass per gli operatori pastorali, continua a valere quanto stabilito dal Decreto generale del vescovo Piero del 7 ottobre 2021 sull’obbligo di green pass nelle attività pastorali e per gli operatori pastorali. La distinzione tra chierici, operatori di culto e religione, operatori di altre attività pastorali non introduce differenze sul dovere di essere nella condizione prevista per avere un green pass valido ma soltanto prevede diversi modi di verifica dell’ottemperanza a tale dovere. La legge dello Stato stabilisce che tutti i lavoratori, a qualsiasi titolo, anche volontari, devono avere un green pass valido per accedere al luogo di lavoro [dal 1 febbraio green pass rafforzato per chi ha più di 50 anni]: allo stesso modo, le disposizioni diocesane prevedono che tutti gli operatori pastorali devono essere nella condizione prevista per avere un green pass valido. Diversa è la verifica: per i chierici nel contesto del vincolo di comunione con il Vescovo diocesano, determinato dall’incardinazione; per gli operatori di culto e religione, cioè della liturgia e della catechesi, nel contesto della coscienza personale dei battezzati in relazione al pastore della Chiesa locale; per tutti gli altri operatori nel contesto delle procedure di verifica stabilite dallo Stato per i lavoratori in genere.

A questo proposito, la verifica del green pass valido degli addetti e dei collaboratori delle Curie diocesane, degli uffici parrocchiali e delle opere educative, caritative e culturali deve avvenire secondo le linee guida approvate dalle autorità italiane: tutti gli addetti e i collaboratori devono sempre avere fisicamente con sé il green pass, digitale o cartaceo, a partire dal 15 ottobre 2021; la verifica del green pass verrà fatta una prima volta a tutti al momento del primo accesso nel luogo di lavoro; quindi, con successivi controlli a campione, ogni settimana su almeno il 20% degli addetti e collaboratori, fino a quando sarà in vigore l’obbligo; nelle parrocchie l’obbligo di verifica incombe sul parroco e su quelli che egli avrà delegato con atto formale, i quali utilizzeranno l’app digitale VerificaC19, fornita dal Ministero della Salute, senza acquisire altri dati sensibili, neanche la date di scadenza dei green pass.