Da Valdocco a Cuneo per seguire don Bosco

Chi l’avrebbe mai detto che il primo passo di questa nuova avventura l’avrei fatto proprio qui a Cuneo?

Un anno fa di questi tempi ero un giovane, contento di aver finito gli esami di maturità e voglioso di passare l’estate più bella della vita. L’estate della quinta superiore, le prime vacanze  senza pensieri, senza ansie ma con tanti desideri e incertezze sul mio futuro. Un ultimo respiro prima di immergersi in apnea nel mondo dell’università, un mondo che hai sempre ammirato ed atteso ma che pian piano che capisci di essere diventato grande, un po’ ti spaventa. Dodici mesi fa quando partivo per fare una parte del Cammino di Santiago de Compostela (primo step di una lunga estate) non mi sarei mai immaginato di trovarmi oggi qui a Cuneo.

Andiamo con ordine però, sono Pietro ho 20 anni e sono originario di Novara. Ho frequentato la scuola media e il liceo scientifico al San Lorenzo, la scuola dei Salesiani a Novara. Negli anni che ho vissuto a scuola ho iniziato a vedere quegli ambienti, quei corridoi, quei cortili quella mia classe non solo come scuola ma prima di tutto come casa, una casa dove mi sono trovato bene e che mi ha dato tanto. Ho iniziato a vedere quell’uomo, quel padrone di casa di cui tanto mi avevano parlato, don Bosco, non più solo come il nome di una grande persona protagonista di una storia vecchia ma come un padre, un esempio oggi come allora e un modello per la mia vita. Ecco allora come è iniziato il mio cammino, da casa nasce cosa, ho iniziato a fare animazione con i più giovani e a provare a vivere un po’ quello stile salesiano di don Bosco che tanto mi aveva affascinato, come potevo con i miei semplici mezzi, pronto ad ascoltare ogni consiglio e suggerimento che ricevevo da chi era più avanti di me e mi ha accompagnato in questa avventura. Ho scoperto un luogo dove potevo fare del bene, e tutto ciò inspiegabilmente mi faceva del bene e mi faceva stare bene.

Nel frattempo negli anni ho camminato sempre di più, ho conosciuto sempre meglio don Bosco, i Salesiani, tanti giovani dell’MGS (Movimento Giovanile Salesiano) e mi accorgevo che più io ci stavo in questa vita e più davvero mi sentivo contento, sereno, al mio posto. Ed è proprio quest’ultima sensazione che mi ha fatto interrogare. Non è che il Signore stia chiamando proprio me a seguirLo vivendo lo stile di don Bosco? A donare la mia  vita a Lui per i giovani? Una domanda molto scomoda, incompatibile con alcuni dei miei progetti di vita, ma una domanda talmente presente in me da non poterla nascondere. Non senza paura allora ho deciso di provare a verificare se questa cosa che mi girava nella testa potesse essere vera.

Quest’anno ho vissuto a Valdocco (proprio dove don Bosco ha fondato l’oratorio, dove ha vissuto per molti anni) in Comunità Proposta, ovvero insieme ad altri giovani che come me si stavano interrogando sulla loro vita. Un anno impegnativo, intenso ma bellissimo. Un anno nel quale ho fatto tanta verità in me e, aiutato, penso di essere riuscito ad ascoltare ciò che prima non volevo sentire. Ho messo da parte i miei programmi per guardare più in là, o meglio più in alto. Ho provato a prendere in mano seriamente la mia vita e ho provato a capire come farla diventare davvero un capolavoro. Sì, il mio posto era quello, era lì dove stavo bene, in cortile con i giovani a essere testimone di Qualcuno più grande di me provando a seguire l’esempio di quel prete che a Valdocco ha fatto miracoli per migliaia di ragazzi. Ho deciso di fare domanda per entrare nel Noviziato della Congregazione Salesiana per diventare un figlio di Don Bosco. Ed allora dopo un anno di studi, ho frequentato in questi mesi il primo anno di Filosofia all’Univeristà di Torino, sono stato mandato dai superiori qua a Cuneo per provare ancora di più a verificare e a confermare la mia  scelta. Vivere in una comunità salesiana e vivere per i giovani. In questo tempo in cui vivrò qui ai Sale non mi aspetto di vivere esperienze incredibili, straordinarie, meravigliose ma mi aspetto di vivere tanta normalità “salesiana” nella vita comunitaria, all’estate ragazzi, in parrocchia ed in oratorio con la bellezza della semplicità e dell’originalità della nostra vita ed anche di qualche piccola imperfezione o sbavatura. Alle cose indimenticabili non tocca a noi pensare, il Signore fa dei ricami bellissimi sui nostri tagli storti a noi spetta solo il compito di fidarci.

E’ vero non mi sarei mai aspettato un anno fa di essere qui, ma ora sono molto felice e contento e cercherò di dare sempre il mio meglio in quello che sarò chiamato a fare.

Questa è in sintesi un po’ la mia storia, se vedrete in cortile o in parrocchia ai Sale un giovane alto e biondo saprete che non si tratta di un giovane studente norvegese in “Erasmus” ma probabilmente sono io Pietro, giovane pre-novizio di Novara.

Ringrazio di cuore per l’accoglienza di questi primi giorni, mi avete davvero subito fatto sentire a casa.

Vi chiederei inoltre un ricordo nella preghiera per noi giovani che saremo chiamati a Settembre ad iniziare questo nuovo cammino e per i giovani che si stanno interrogando sul proprio futuro, che il Signore li sappia illuminare e doni loro coraggio per fare grandi scelte.

Pietro