Fidanzati a confronto nel tempo del Covid19

La quarantena come occasione per riscoprire la vera essenza della famiglia cristiana

L’equipe di animazione ha invitato le coppie dei fidanzati ad un confronto e ad una condivisione su come abbiano vissuto questo tempo di “vita di coppia forzata”. Cristina Delfino, una promessa sposa, ha scritto questo articolo.

Dopo due mesi dalla frettolosa conclusione del percorso di preparazione al matrimonio, a causa delle misure di prevenzione adottate per contrastare l’epidemia da coronavirus, sabato 2 maggio vi è stato un piacevole momento di condivisione e riflessione virtuale tra le coppie di fidanzati, Don Mauro e le coppie della parrocchia che hanno accompagnato i  futuri sposi nel loro percorso di preparazione al matrimonio cristiano.

Ogni coppia, reduce da due mesi di quarantena, più o meno esclusivamente domiciliare, ha così condiviso con i propri compagni di avventura un pensiero legato ad oggetti e parole che sono stati l’emblema dei giorni di vita vissuti da inizio marzo fino ad oggi.

Sorprendentemente, nonostante il pensiero rivolto a quelle famiglie nelle quali la crisi sanitaria ha accentuato le difficoltà di tipo economico, ogni coppia è riuscita ad apprezzare maggiormente gli aspetti positivi rispetto a quelli negativi legati al disagio e alla condizione di insicurezza per il futuro che la pandemia per forza porta con sé, soprattutto per chi si sta preparando ad un passo tanto importante quanto imminente come quello del matrimonio.

Se da un lato, dunque, le coppie hanno rilevato una oggettiva incertezza legata all’impossibilità di prepararsi, anche dal punto di vista tecnico tra documenti e preparativi, al grande giorno ormai prossimo, laddove non è stato necessario il rinvio della celebrazione, le stesse si sono dichiarate entusiaste di come è stata gestita la loro vita di coppia (e talvolta anche di genitori) durante il lungo periodo del lockdown, e nella maggior parte dei casi l’elemento più apprezzato della lunga permanenza domiciliare è stata la semplice, ma non banale, possibilità di passare molto tempo insieme dedicandosi ad attività abbandonate o mai intraprese a causa della frenesia che contraddistingue le nostre vite e riscoprendo così il senso del condividere, dello stare insieme e del dialogo che in molte famiglie per tanto tempo ha dovuto farsi da parte.

Alla luce di quanto rilevato dalle coppie, Don Mauro ha quindi voluto concludere l’incontro con una riflessione incentrata sulle vocazioni, di cui il 3 maggio si è celebrata la giornata mondiale di preghiera, ed includendo in esse anche quella matrimoniale.