Chiusa la nostra “cattedrale” di via Coppino

Come avete sentito tra gli avvisi di domenica scorsa, la comunità salesiana e il consiglio pastorale parrocchiale radunato sabato 9 maggio hanno deciso di chiudere definitivamente la chiesa succursale di via Coppino, definita amabilmente da don Mario Cattanea, la “nostra cattedrale”.
Già da alcuni anni il consiglio pastorale ha avviato il discernimento sul tenere o meno questo luogo di preghiera. Ora le nuove indicazioni inerenti alla materia della tutela della salute per la prevenzione del Covid19 hanno accelerato la decisione finale.
Certamente è un pezzo di storia della nostra comunità che si chiude iniziata da don Borello, poi portata avanti da tutti i salesiani che si sono succeduti come don Roggia, don Pietro Pellegrino, don Pomero… Ha aiutato tante persone a crescere nella fede, nella preghiera, nell’attenzione agli anziani e agli ammalati di quella porzione di territorio della nostra parrocchia.
Nella valutazione complessiva, oltre alle norme Covid19, hanno pesato anche questi fattori: il numero esiguo dei partecipanti alle messe feriali, l’età media alta degli stessi, l’onerosa sostenibilità economica (€890,00 al mese di affitto più le utenze) con l’aggiunta delle mancate offerte di questi mesi e la difficile prospettiva di un eventuale tempo di ripresa, l’oggettiva difficoltà di garantire una presenza significativa di noi sacerdoti nei tempi e nei modi che la succursale richiede.
Come consiglio pastorale ci siamo presi l’impegno di riflettere insieme per individuare nuove modalità per andare incontro a chi vive “la periferia geografica o esistenziale” dalla nostra comunità, come gli anziani, gli ammalati, le persone sole, insomma, tutte coloro che non possono o non riescono a sentirsi parte della comunità parrocchiale. Sono bene accolte proposte e suggerimenti. Ringrazio di cuore tutte le persone che dal 1973 hanno dedicato tempo, passione, affetto a questa cappella e alle persone che l’hanno frequentata, in particolare, ringrazio coloro che in questi ultimi tempi hanno condiviso con noi la conduzione di questa realtà pastorale e che ora vivono con maggiore tristezza questa decisione.