Giornata del Salesiano Cooperatore

Domenica 17 a Valdocco si è celebrata la Giornata del Salesiano cooperatore, una giornata di ascolto, preghiera, riflessione, ma anche di festa e di famiglia. Ognuno di noi, con il nostro volto più o meno giovane, la nostra storia, la nostra trama di relazioni e i nostri impegni, è ritornato ancora una volta là dove tutto è incominciato, dove il carisma salesiano ha avuto origine.

L’amore per il Vangelo e per Don Bosco ci ha riuniti, Salesiani cooperatori, nuovi aspiranti dell’Ispettoria che fra pochi giorni pronunceranno la loro promessa, e membri dei diversi gruppi della Famiglia salesiana.

Con l’aiuto di Don Chavez, ex Rettor Maggiore della congregazione salesiana, abbiamo riletto l’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco, cercando di integrare la visione globale dei complessi problemi ecologici, politici e sociali del pianeta con le nostre scelte di vita nel microcosmo in cui viviamo. Siamo stati sollecitati a rinnovare il nostro impegno educativo, ricordandoci che è necessario avere a cuore, prendersi cura e farci carico della Terra e dell’umanità più fragile che la abita. Siamo stati richiamati ad un’ecologia umana, capace di tradursi in comportamenti responsabili non solo verso la natura, ma anche verso i più colpiti dai cambiamenti climatici, per superare quell’antropocentrismo che considera in modo miope solo i propri interessi immediati.

 

Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2021 | Francesco

Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2021

“Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”

 

 

Dopo lo tsunami

La pandemia ha cambiato il modo in cui ci relazioniamo con il mondo, con gli altri e con noi stessi. Abbiamo bisogno di ricostruire e rinascere con più solidarietà e consapevolezza per riprenderci da una calamità silenziosa, segnata dal dolore, dal confino, dal lutto, dalla paura.

Cosa farebbe Don Bosco oggi?

Inizio da un piccolo racconto sapienziale: Un funambolo aveva steso una corda, ad una discreta altezza, sull’ampio mercato. Dapprima si erano esibiti alcuni giocolieri, ma il loro spettacolo era durato più a lungo del previsto e la piazza era stata avvolta dall’oscurità. L’esibizione dell’equilibrista si sarebbe svolta sotto la luce di un riflettore.

Nella penombra, l’artista non si accorse che un ragazzino lo aveva tranquillamente seguito su per la scaletta e quando mosse i primi passi sulla corda se lo trovò dietro.

«Che cosa fai qui?» gli chiese. «Voglio venire con te sulla corda». «Non hai paura?»

«Finché sto con te, no». Gli spettatori trattenevano il fiato.

Il funambolo si prese il bambino a cavalcioni sulle spalle e per distrarlo dall’altezza, dall’oscurità e dal pericolo delle vertigini, gli disse: «Guarda come sono belle le stelle lassù! Tieni gli occhi puntati sulle stelle!» E finché il ragazzo guardò il bagliore delle stelle scintillanti, non pensò al pericolo dei passi esitanti sulla corda sottile, alla profondità sotto di loro e si lasciò trasportare sulla corda per tutta la larghezza della piazza.

Don Bosco sarebbe il primo a “salire sulla corda” con i ragazzi e i giovani. Sarebbe il primo ad essere presente, facendo uso di tutta la sua creatività, capacità, competenze per muovere, preventivamente, i giovani alla speranza, credendo in loro stessi, offrendo protagonismo, parlando a ciascuno della gioia di vivere e di crescere in armonia, formandoli all’impegno coraggioso con e per gli altri, soprattutto i più bisognosi.

Ecco la speranza in questo tempo: l’opportunità di crescere e imparare insieme come squadre di studenti, famiglie, insegnanti e specialisti. Dobbiamo valorizzare quanto abbiamo guadagnato da questa crisi (ambiente migliore, vita più lenta, stare insieme come famiglia) e quanto creativi e innovativi siano stati tanti educatori nel rispondere rapidamente ed efficacemente, per esempio con il digitale.

Le cose saranno diverse e noi le vogliamo diverse. Niente è come prima: la vita, i legami, lo spazio e il tempo. Non vogliamo tornare dove eravamo, ma vogliamo cambiare in meglio, innovare, creare, credere in noi stessi, nelle nostre risorse, nell’educazione come fattore di cambiamento.

Abbiamo bisogno di creatività per creare nuovi paradigmi e nuove risposte. L’audacia di una vita che è portatrice di qualcosa di veramente nuovo. Abbiamo bisogno di un sogno di una nuova vita che diventi realtà, perché il compito è arduo e durerà a lungo. Non richiede improvvisazioni ma la sicurezza di una testimonianza, la gioia della nostra speranza, la sicurezza del nostro accreditamento. Più che mai, la nostra presenza e la nostra testimonianza sono necessarie. E più che mai i giovani che non possiamo lasciare soli (mai, ma ancor meno ora!): ci aspettano, a braccia aperte, per vivere ancora una volta la loro vita, con la forza di un amore capace di superare tutto, perché in tutto questo, solo l’amore può trionfare! Dobbiamo sognare di nuovo il sogno dei giovani.

Spero che abbiamo imparato ad essere più consapevoli della connessione umana, più determinati ad educare bene tutti i bambini e i giovani, più consapevoli del potere della gentilezza umana e più concentrati a lavorare con le famiglie e le organizzazioni per educare al futuro.

Con metodo salesiano, che significa:

Accoglienza completa e cordiale. I dialoghi di Don Bosco con i giovani rivelano la sua capacità di accoglienza piena e cordiale, elemento fondamentale della relazione educativa salesiana. In un modello di comunicazione informale, situazionale e amichevole, Don Bosco arriva al cuore, superando le barriere di “distanziamento sociale” (“Fai che tutti quelli che ti parlano diventino tuoi amici” – MB X, 1085) e in questo modo tutti si sentono accolti e amati (ogni ragazzo si sentiva “il preferito di Don Bosco”). Nella crescita umana, l’importante è che l’individuo sia il protagonista della sua vita e della sua storia.

Sintonia e apertura empatica. Don Bosco raccomanda ai suoi salesiani la vicinanza ai giovani, ricca di attenzioni e gentilezza.

Conoscenza del giovane e delle sue possibilità. Secondo la pedagogia di Don Bosco, il giovane può sempre trovare dentro di sé delle risorse personali che, messe in gioco, insieme alla “grazia”, lo portano a proporre e raggiungere nuove mete di miglioramento e conquista di sé.

Esperienza educativa e pastorale nella vita quotidiana. L’accompagnamento educativo si realizza nella vita quotidiana del cortile, per esempio, lo spazio (informale) per eccellenza per conoscere e accompagnare i giovani. Lo straordinario avviene nell’ordinario: nei momenti di vita quotidiana, educatore e studente si impegnano in frequenti conversazioni, condividono momenti di lavoro e di svago in un rapporto di conoscenza reciproca, spesso anche di intensa amicizia, che prepara alla fiducia, alla dedizione e alla docilità (“Fatti amare, non temere”).

Ambiente educativo e stile familiare. Cercando di imitare ciò che sperimentava nella propria famiglia, Don Bosco volle trasferire questo spirito familiare alla vita quotidiana di Valdocco. La convivenza tra gli educatori e i bambini doveva essere simile a quella tra genitori e figli.

La tecnologia non può sostituire gli insegnanti; l’educazione rimarrà (e dovrebbe) un’attività ad alta intensità di interazione umana. In futuro, la sfida principale sarà quindi quella di trovare il giusto equilibrio tra sostenere l’adozione di strumenti digitali e continuare a investire nel fattore umano.

La prevenzione come sistema. Il concetto di “prevenzione” trattato da Don Bosco non è di natura puramente “assistenziale” e “protettiva”. È “promozionale”, mira al “potenziamento” per superare i fattori negativi che possono distruggere la persona.

Nel caso di Covid-19, sono necessarie nuove strategie educative per sensibilizzare e preparare gli studenti, che saranno i prossimi nuovi cittadini, a cercare soluzioni che tengano conto del rispetto della vita, dello sviluppo sostenibile e dell’impegno etico.

L’accompagnamento personale come direzione spirituale: la santità. L’educatore di Don Bosco non si limita all’umano, ma va allo spirituale. Il suo fine è la felicità totale (“il Paradiso”). E per questo fine va “fino alla temerarietà”: camminare sulla corda è sempre difficile e rischioso, ma sulle spalle di Don Bosco andiamo senza paura verso il futuro. Tenendo gli occhi fissi sulle stelle del Cielo.

Chiarimenti in merito alle disposizioni diocesane sull’obbligo di green pass

Il vescovo Piero Delbosco ha chiesto la collaborazione di tutti i fedeli, in particolare degli operatori pastorali, in vista di una piena ripresa in sicurezza delle attività

Il Decreto generale del vescovo Piero del 7 ottobre 2021 sull’obbligo di green pass nelle attività pastorali e per gli operatori pastorali ha ribadito la collaborazione della Chiesa nella lotta contro la pandemia: pur avendo caratteristiche proprie, la comunità ecclesiale non si sottrae alle leggi dello Stato, ma le applica condividendone lo spirito e l’urgenza.

Qualche chiarimento sembra necessario in merito all’obbligo di green pass per gli operatori pastorali. La distinzione tra chierici, operatori di culto e religione, operatori di altre attività pastorali non introduce differenze sul dovere di essere nella condizione prevista per avere un green pass valido, ma soltanto prevede diversi modi di verifica dell’ottemperanza a tale dovere. La legge dello Stato stabilisce che tutti i lavoratori, a qualsiasi titolo, anche volontari, devono avere un green pass valido per accedere al luogo di lavoro: allo stesso modo, le disposizioni diocesane prevedono che tutti gli operatori pastorali devono essere nella condizione prevista per avere un green pass valido. Diversa è la verifica: per i chierici nel contesto del vincolo di comunione con il Vescovo diocesano, determinato dall’incardinazione; per gli operatori di culto e religione, cioè della liturgia e della catechesi, nel contesto della coscienza personale dei battezzati in relazione al pastore della Chiesa locale; per tutti gli altri operatori nel contesto delle procedure di verifica stabilite dallo Stato per i lavoratori in genere.

A questo proposito, la verifica del green pass valido degli addetti e dei collaboratori delle Curie diocesane, degli uffici parrocchiali e delle opere educative, caritative e culturali deve avvenire secondo le linee guida approvate dalle autorità italiane: tutti gli addetti e i collaboratori devono sempre avere fisicamente con sé il green pass, digitale o cartaceo, a partire dal 15 ottobre 2021; la verifica del green pass verrà fatta una prima volta a tutti al momento del primo accesso nel luogo di lavoro; quindi, con successivi controlli a campione, ogni settimana su almeno il 20% degli addetti e collaboratori, fino a quando sarà in vigore l’obbligo; nelle parrocchie l’obbligo di verifica incombe sul parroco e su quelli che egli avrà delegato con atto formale, i quali utilizzeranno l’app digitale VerificaC19, fornita dal Ministero della Salute, senza acquisire altri dati sensibili, neanche la date di scadenza dei green pass. 

Iniziando un nuovo anno pastorale, vista la lettera della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana inviata ai Vescovi l’8 settembre 2021 e le vigenti leggi secolari, il vescovo Piero Delbosco ha approvato le seguenti disposizioni a cui attenersi nelle Diocesi di Cuneo e di Fossano per svolgere le attività pastorali in sicurezza sanitaria, in particolare circa l’obbligo delle certificazioni verdi Covid-19 di cui all’art. 9 del Decreto Legge della Repubblica Italiana 22 aprile 2021, n. 52, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della Legge 17 giugno 2021, n. 87 (d’ora in poi green pass).
1.
Per tutte le celebrazioni liturgiche, e comunque per qualsiasi atto di culto, non c’è obbligo di green pass ma continuano a valere le Norme per le celebrazioni con il popolo in tempo di pandemia dell’11 maggio 2020, con i successivi aggiornamenti.
2.
Per le altre attività pastorali, l’obbligo di green pass è circoscritto ai concerti nelle chiese, alle visite guidate nei luoghi di culto e ai convegni aperti al pubblico. Non c’è obbligo di green pass per le riunioni che sono riservate a specifici gruppi: di conseguenza, chi gestisce i corsi formativi per gli operatori pastorali, come pure gli incontri in preparazione ai sacramenti o comunque di catechesi, comprese tutte le attività degli oratori con minorenni, e le assemblee dei Consigli di partecipazione o del Sinodo diocesano, non è tenuto a verificare il green pass, salvo quando si consuma insieme il pasto in luoghi chiusi, ma deve sempre essere in grado di effettuare il tracciamento dei partecipanti, qualora si rendesse necessario; inoltre vanno comunque rispettati i protocolli di prevenzione.

Per quanto riguarda gli operatori pastorali, chierici e laici, è loro dovere essere nella condizione prevista per coloro che sono in possesso di green pass: la protezione dei fedeli per i quali prestano servizio deve prevalere su ogni altra considerazione, e quindi chi non è vaccinato o comunque nella condizione prevista per avere un green pass valido, deve astenersi da ogni ministero pastorale a diretto contatto con i fedeli. In particolare:
a.
i sacerdoti e i diaconi sono tenuti al green pass in virtù del vincolo di comunione che li lega al Vescovo diocesano;
b.
gli altri operatori delle attività di culto e religione, dunque i ministri della liturgia e i catechisti, sono esortati ad astenersi dal loro servizio se sprovvisti di green pass;
c.
gli operatori delle altre attività pastorali – e cioè gli addetti e i collaboratori delle Curie diocesane, degli uffici parrocchiali e delle opere educative, caritative e culturali, in particolare tutti i dipendenti degli enti ecclesiastici – sono tenuti al green pass sotto la vigilanza dei rispettivi superiori, esercitata secondo le linee guida predisposte dalle autorità secolari, nel rispetto delle Norme sulla tutela della riservatezza.

In merito alle modalità per mettersi nella condizione di effettuare il tracciamento dei partecipanti, qualora si rendesse necessario, chi gestisce corsi, incontri e assemblee può adottare il metodo che ritiene più adatto tra i seguenti:

    • far compilare ai partecipanti una scheda personale, completa di recapito se non è già disponibile diversamente, nel rispetto delle Norme sulla tutela della riservatezza, in cui ciascuno dichiara di non essere positivo al Covid-19, di non avere i sintomi ad esso associati e di non essere stato in contatto stretto con persone positive, possibilmente rilevando anche la temperatura corporea;
    • comunicare sempre, convocando le riunioni, che possono accedervi soltanto coloro che non sono positivi al Covid-19, che non hanno i sintomi ad esso associati e che non sono stati in contatto stretto con persone positive, rilevando le presenze, possibilmente con la temperatura corporea, e avendo a disposizione, nel rispetto delle Norme sulla tutela della riservatezza, i recapiti dei presenti.

Riparte il gruppo elementari

Parte da sabato 16 ottobre anche il gruppo elementari.

Con l’inizio delle attività in oratorio, parte da sabato 16 ottobre anche il gruppo elementari, l’attesissimo momento di giochi e divertimento per i ragazzi delle elementari, che si ritrovano ogni sabato pomeriggio tra le 17 e le 19.
L’unico obbligo che c’è per partecipare è quello di essere sempre allegri, e di portare con sé un amico. Più siamo e più ci divertiamo!
Ci vediamo sabato alle 17.
L’equipe del gruppo

Giornata di inizio anno pastorale

Domenica 10 ottobre ha ufficialmente preso avvio l’anno pastorale, che quest’anno è improntato sullo slogan “Amàti e chiamàti. Make the dream!”. Il cammino educativo pastorale dei Salesiani di tutt’Italia, infatti, fa riferimento al sogno che Giovannino Bosco fece all’età di nove anni e nel quale incontrò un uomo, ossia Gesù, e una donna, Maria, che gli suggerirono come affrontare i lupi (i compagni turbolenti) e farli diventare pecore. È un sogno che don Bosco comprenderà pienamente solo nel 1887, pochi mesi prima di morire. Nell’ottica di renderci “umili, forti e robusti” la proposta pastorale ci invita pertanto a curare la nostra formazione spirituale e la dimensione dell’amorevolezza.

La giornata si è aperta con il mandato per tutti gli operatori pastorali (educatori, animatori, catechisti, allenatori dell’Auxilium e collaboratori della Sale Academy) nella messa delle 10.30. A seguire si è tenuto un piccolo momento di convivialità, sempre nel rispetto delle restrizioni e della normativa Covid-19, con un aperipranzo pensato e offerto dal gruppo degli Ex Allievi. Nel pomeriggio la festa è proseguita con i giochi, preparati dagli animatori, per i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie. Dalle 17 alle 19 si sono svolti tornei a squadre per i ragazzi delle superiori, mentre alle 17,15 è stata offerta la possibilità di vedere al cinema “I Croods 2”, con biglietto ridotto a tre euro per coloro che partecipavano alle attività del pomeriggio.

La giornata si è conclusa con il rosario delle 19 e la cena preparata dai braccianti agricoli ospitati nelle strutture dell’oratorio. Al termine del rosario don Thierry ha lasciato una buonanotte incentrata sul desiderio più intimo di don Bosco: vedere felici i giovani “nel tempo e nell’eternità”, pensiero che richiama la locuzione latina “hic et nunc”, “qui e ora”. Don Bosco ci parla di un tempo materiale, quello della vita terrena, ma anche di un tempo che va oltre a quello terreno, ossia la dimensione dell’eternità. Il tutto ha come filo conduttore la fede, che si pratica e si manifesta in oratorio, e si auspica venga mantenuta anche in età adulta, quando le attività legate all’oratorio e alla parrocchia diminuiranno gradualmente. Come sosteneva madre Mazzarello: «l’importante non è cominciare: l’importante è continuare», incipit per l’apertura dell’anno pastorale, che sollecita a mantenere fede agli impegni presi.

Gattonando con Dio 2021 – 2022

Riparte il Gattonando con Dio

Domenica 24 ottobre dalle 16,00 riprende il cammino per le famiglie che hanno figli da 0 a 6 anni. È un percorso che la nostra comunità offre a tutti i genitori di bimbi così piccoli perché siano volto di Gesù per loro e li aiutino a iniziare a conoscere Gesù e la sua famiglia,  la Chiesa.
Ogni domenica per le famiglie con bimbi piccoli è disponibile sempre la cappella a fianco della chiesa per seguire la S.Messa con più tranquillità.
Vi aspettiamo.

Animazione Missionaria – Ottobre missionario 2021 – 3^ settimana

Proposta di percorso per il mese

Dal 4 al 29 ottobre 2011, l’équipe dell’Animazione Missionaria del Piemonte e Valle d’Aosta propone un percorso rivolto ad incaricati, animatori, formatori e catechisti per animare al meglio ogni giornata del mese missionario con testimonianze, spunti di preghiera, riflessioni e attività dedicate.
Per ogni giornata, una parola chiave e un video di innesco sul tema del “sogno dei 9 anni” frutto dell’esperienza vissuta dai giovani in missione quest’estate; un passo del Vangelo inerente; qualche spunto per ideare delle attività legate al tema proposto; alcune semplici domande per la riflessione personale e una preghiera dedicata.
Il materiale di ciascun giorno del mese missionario è fruibile sia in versione web (ideale per la proiezione) che in PDF (adatto per la stampa).
Di seguito il materiale per la 3° settimana di ottobre, dal 18/10 al 22/10.

 

Lunedì 18 ottobre

 

Martedì 19 ottobre

 

Mercoledì 20 ottobre

 

Giovedì 21 ottobre

 

Venerdì 22 ottobre