Prime Comunioni domenica 18 aprile

Ecco l’elenco dei 20 ragazzi che parteciperanno per la prima volta in modo pieno e completo all’Eucaristia:

Antonio Benedetto
Tobia Cavallo
Leonardo Lamberti
Arianna Meinero
Lorenzo Montagna
Cristian Naselli
Emma Pernice
Eleonora Porcedda
Federico Summa
Catechista: Barbara Parola

Federico Casamassa
Alessia Coku
Riccardo Correndo
Asia Delfino
Nikolas Demaj
Fabio Giordana
Francesca Liquori
Ruben Marenco
Jodi Mormone
Emma Peano
Isabelle Valerio
Catechista: Stefania Giuliano

Accompagnamoli a questo incontro sacramentale con il Signore con la nostra preghiera e con il nostro buon esempio. Un grande grazie alle catechiste per il servizio che hanno svolto per il bene dei ragazzi e insieme con i genitori.

Iniziate le prime comunioni

ll giorno della 1a Comunione è finalmente arrivato! Tra mille difficoltà causate dalla pandemia, con quasi un anno di ritardo, finalmente il primo di sette gruppi di ragazzi, domenica scorsa, ha potuto per la prima volta parlare a tu per tu con Gesù presente sacramentalmente nel loro cuore. Li accompagniamo con la preghiera, perché la vita di Dio possa crescere in loro e renderli suoi validi e coraggiosi testimoni.
Ogni domenica durante la S. Messa delle 16 per sei domeniche nella chiesa San Giovanni Bosco ci saranno queste celebrazioni. Tra loro 2 ragazzi hanno ricevuto il sacramento del battesimo e altri 4 lo riceveranno domenica 9 maggio. E’ stata per tutti i gruppi una bella esperienza di riscoperta del proprio battesimo nel quale si inserisce l’incontro sacramentale con Cristo nell’Eucaristia.

Visite ai malati e agli anziani. Benedizione delle famiglie e delle case

Una delle responsabilità più importanti di una comunità cristiana e del parroco che la guida è la cura pastorale degli infermi, intendendo le persone ammalate, anziane, fragili che non hanno la possibilità di partecipare in modo autonomo alla vita liturgica comunitaria. I sacerdoti sono sempre a disposizione per visite a domicilio portando, se richiesto, il conforto dei sacramenti della comunione, dell’unzione degli infermi e dell’assoluzione sacramentale. Il tutto nel rispetto delle normative anti covid e nell’attenzione alla situazione delle persone. Nessuno di noi sacerdoti si presenta a casa senza essere stato chiamato telefonicamente o invitato personalmente. Nessuno di noi o volontari della parrocchia è autorizzato a passare di casa in casa chiedendo offerte o altro. In caso di dubbio o incertezza non esitate a chiamare in ufficio parrocchiale.
Su invito dei cappellani dei due ospedali di Cuneo, faccio presente che loro sono sempre disponibili ad incontrare i pazienti ricoverati, anche nei reparti Covid. E’ importante che incontrino i malati in condizioni gravi o terminali affinchè possano sentire la presenza del Signore e della Chiesa che li accompagna, in una fase molto difficile e dolorosa della loro vita, aggravata dall’impossibilità di avere vicino i propri parenti.
Noi sacerdoti siamo anche disponibili, se richiesti, a pregare con le famiglie e a benedire la casa o a consegnare l’acqua benedetta da portare a casa con la quale pregare in famiglia (va portato un contenitore idoneo). E’ importante prolungare la gioia pasquale, che è scaturita nella veglia pasquale, nelle nostre case attraverso anche questo segno espressione della grazia rinnovata.

Quaresima di fraternità: SOS Siria

Insieme alla preghiera e alla carità, in quaresima siamo stati invitati dalla Chiesa a vivere il digiuno come segno di solidarietà con i poveri e come impegno a vivere nella sobrietà e nella custodia di noi stessi.
Avevamo proposto alla comunità di destinare il frutto delle nostre rinunce quaresimali ai giovani siriani che sono seguiti dai Salesiani, soprattutto nell’oratorio di Aleppo. Finora abbiamo inviato € 680,00, tramite la nostra ispettoria. Invito a contribuire a questo progetto di fraternità consegnando  ad un sacerdote, o in ufficio parrocchiale, o nei bussolotti in chiesa,  in busta chiusa, la propria offerta con scritto per la Siria. E’ un tempo difficile per tutti, anche a livello finanziario, tuttavia ciò che possiamo lo condividiamo con chi sta peggio di noi, sapendo che il Signore moltiplica ciò che è donato con gioia

Maggio: rosario ai Sale

Come è nostra tradizione, anche quest’anno avremo la possibilità, nel mese di maggio, di pregare insieme la Vergine Maria con il santo rosario, tenendo conto delle norme che ci tutelano dal contagio del Covid-19.
Inizieremo sabato 1 maggio alle ore 20,45, anziché alle 21, per poter avere il tempo di rientrare a casa per le 22.
Sarà sempre nel cortile dei Sale e, in caso di maltempo, nella chiesa grande. Non riteniamo prudente recarci nei classici luoghi del territorio parrocchiale.
Sono aperte le adesioni per singole persone o gruppi che desiderano guidare e animare la preghiera del rosario con un pensiero di “buonanotte” salesiana al termine. Fate pure riferimento a don Mauro per dare la propria disponibilità.
Novità di quest’anno a livello di parrocchie dell’altopiano di Cuneo sarà la novena che faremo alla Vergine Maria per la città di Cuneo al santuario della Madonna della Riva dal 21 al 29 maggio alle 7 del mattino. Noi andremo a pregare giovedì 27 maggio con la S. Messa alle 7, preceduta dal rosario alle 6,30. Domenica 30 alle 20,30 ci sarà una fiaccolata nel parco del santuario a conclusione della novena con l’affidamento alla Vergine della nostra città.
Maria Ss.ma ci accompagni a crescere nella fede nel suo Figlio e ci aiuti diffondere speranza e a vivere la carità.

Casa è comunità, comunità è casa − NonPiùTeenagers

Nella serata di venerdì 9 aprile 2021 gli universitari e lavoratori si sono riuniti per discutere in merito al concetto di comunità e territorio. L’incontro è avvenuto in modalità telematica e ha visto come ospiti tre rappresentanti de La.B.O.A, progetto realizzato in sinergia con il comune di Cuneo: Danilo Costamagna, Gianluca Giorgis e Denise Cavallo.

Denise Cavallo ha aperto il dibattito, soffermandosi sui luoghi che rappresentano “casa” e sul significato che reca con sé. Si è chiesto, pertanto, di condividere delle foto: è emerso che il concetto di “casa” racchiude gli amici e le esperienze legate ad un determinato posto, ma anche luoghi che evocano ricordi, memorie, sensazioni di serenità e tranquillità; per qualcuno “casa” richiama l’estate e i momenti inaspettati nei quali si imbastiscono nuovi legami. Tuttavia “casa” non è soltanto il posto fisico, ma anche le persone che si incontrano, dunque per tanti il luogo dove ci si riconosce al sicuro coincide con l’oratorio, dal momento che rappresenta una parte importante del percorso di vita. “Casa” rimanda a sensazioni connesse a luoghi e a persone, a comunità e a radici che si rafforzano.

A tal proposito si è posta l’attenzione sul senso di comunità, sulle relazioni e su quali sono gli elementi caratterizzanti la comunità, ossia che fanno sentire parte di una comunità. Tra i principali si sono citati: coinvolgere ed essere coinvolti, in modo da svolgere un ruolo di partecipante attivo e non di spettatore; la quotidianità, ovvero quando le relazioni che si costruiscono si vivono ogni giorno; la condivisione di obiettivi, valori e di punti di forza, in un’ottica di supporto nelle difficoltà, al fine di creare una rete solidale; la fratellanza, in sintonia con le relazioni e la quotidianità; riconoscere gli altri come persone con le proprie peculiarità e non soltanto come individui privi di personalità; il dialogo e le relazioni che superano le barriere generazionali: sentirsi parenti nonostante non vi sia un legame di sangue; esprimere la propria idea senza il timore di sentirsi giudicati.

Sulla base di queste riflessioni si è passati a definire il concetto di comunità, che ha orizzonti ampi: parte dall’intimità ma si può estendere a luoghi lontani. In riferimento alle proposte emerse dalla discussione, la comunità si può intendere come un insieme di persone con elemento fondante le relazioni attive, che implicano il coinvolgimento e la partecipazione. Inoltre si può parlare di fusione di interessi e obiettivi comuni, una fratellanza nella quale ci si distingue come persone e ci si può sentire liberi nella crescita e nella realizzazione personale. Ciononostante la comunità racchiude anche le generazioni passate che ci accompagnano nel percorso di vita, ossia un prendersi cura dell’altro. La definizione accademica è che la comunità si caratterizza per un insieme di persone legate da rapporti sociali, linguistici e morali, interessi e consuetudini comuni e vincoli organizzativi. Ognuno di noi fa parte di diverse comunità: ci riconosciamo parte di tante comunità in quanto è insito nell’uomo trovare luoghi in cui si sta bene e in cui si è sereni, anche se talvolta provocano sensazioni di vuoto e mancanza.

Il progetto La.B.O.A si occupa di sviluppo di comunità: ha come intento attivare i cittadini all’interno della città di Cuneo, collaborando con le varie comunità. Lo sfondo è il territorio e l’obiettivo è realizzare attività attraverso il dialogo e l’incontro di più voci, che sono da intendersi come scambio, il quale porta con sé arricchimento e valore aggiunto. Si discute di idee da concretizzare per gli abitanti che appartengono alla comunità e che risiedono sul territorio, ovvero cosa possiamo mettere in piedi per animare la città e ciò che ci sta attorno.

Anche noi, come giovani e cittadini, siamo chiamati a partecipare attivamente per il bene che possiamo realizzare.

Annalisa

ZONA ARANCIO… SI RIPARTE!!

Buone notizie!

Pare che, a partire dal prossimo lunedì 19 aprile 2021, il colore rosso non sarà più di  moda…

Le nuove tendenze (indice RT in primis…) richiamano l’arancione, colore meno acceso e maggiormente indossabile… insomma… per tutti!

E noi che ai Sale siamo sempre trendy, non ci tiriamo di certo indietro!
… e che arancione sia!

E voi che fate?! Correte in oratorio!!!

Vi ri-aspettiamo tutti dal prossimo lunedì;-)

Lo staff

Domenica della divina misericordia

Abbiamo l’opportunità di ottenere l’indulgenza plenaria delle conseguenze dei nostri peccati perdonati. Vi invito a leggere il decreto della Santa Sede per comprendere il senso e conoscere le varie modalità per ottenere questo grande dono.

PENITENZIERIA APOSTOLICA

DECRETO

Si annettono Indulgenze ad atti di culto compiuti in onore della Divina Misericordia

“La tua misericordia, o Dio, non conosce limiti e infinito è il tesoro della tua bontà…” (Orazione dopo l’Inno “Te Deum”) e “O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono…” (Orazione della Domenica XXVI del Tempo Ordinario), umilmente e fedelmente canta la Santa Madre Chiesa. Infatti l’immensa condiscendenza di Dio, sia verso il genere umano nel suo insieme sia verso ogni singolo uomo, splende in modo speciale quando dallo stesso Dio onnipotente sono rimessi peccati e difetti morali e i colpevoli sono paternamente riammessi alla sua amicizia, che meritatamente avevano perduta.

I fedeli con intimo affetto dell’animo sono da ciò attratti a commemorare i misteri del perdono divino ed a celebrarli piamente, e comprendono chiaramente la somma convenienza, anzi la doverosità che il Popolo di Dio lodi con particolari formule di preghiera la Divina Misericordia e, al tempo stesso, adempiute con animo grato le opere richieste e soddisfatte le dovute condizioni, ottenga vantaggi spirituali derivanti dal Tesoro della Chiesa. “Il mistero pasquale è il vertice di questa rivelazione ed attuazione della misericordia, che è capace di giustificare l’uomo, di ristabilire la giustizia nel senso di quell’ordine  salvifico  che  Dio  dal  principio  aveva voluto nell’uomo e mediante l’uomo, nel mondo” (Lett. enc. Dives in Misericordia, 7).

Invero la Misericordia Divina sa perdonare anche i peccati più gravi, ma nel farlo muove i fedeli a concepire un dolore soprannaturale, non meramente psicologico, dei propri peccati, così che, sempre con l’aiuto della grazia divina, formulino un fermo proposito di non peccare più. Tali disposizioni dell’animo conseguono effettivamente il perdono dei peccati mortali quando il fedele riceve fruttuosamente il sacramento della Penitenza o si pente dei medesimi mediante un atto di perfetta carità e di perfetto dolore, col proposito di accostarsi quanto prima allo stesso sacramento della Penitenza:  infatti Nostro Signore Gesù Cristo nella parabola del figliuol prodigo ci insegna che il peccatore deve confessare la sua miseria a Dio dicendo:  “Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio” (Lc 15, 18-19), avvertendo che questo è opera di Dio:  “era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” (Lc 15; 32).

Perciò con provvida sensibilità pastorale il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, per imprimere profondamente nell’animo dei fedeli questi precetti ed insegnamenti della fede cristiana, mosso dalla dolce considerazione del Padre delle Misericordie, ha voluto che la seconda Domenica di Pasqua fosse dedicata a ricordare con speciale devozione questi doni della grazia, attribuendo a tale Domenica la denominazione di “Domenica della Divina Misericordia” (Congr. per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decr. Misericors et miserator, 5 Maggio 2000).

Il Vangelo della seconda Domenica di Pasqua narra le cose mirabili compiute da Cristo Signore il giorno stesso della Risurrezione nella prima apparizione pubblica:  “La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse:  “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo:  “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse:  “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”” (Gv 20, 19-23).

Per far sì che i fedeli vivano con intensa pietà questa celebrazione, lo stesso Sommo Pontefice ha stabilito che la predetta Domenica sia arricchita dell’Indulgenza Plenaria, come più sotto sarà indicato, affinché i fedeli possano ricevere più largamente il dono della consolazione dello Spirito Santo e così alimentare una crescente carità verso Dio e verso il prossimo, e, ottenuto essi stessi il perdono di Dio, siano a loro volta indotti a perdonare prontamente i fratelli.

Così i fedeli osserveranno più perfettamente lo spirito del Vangelo, accogliendo in sé il rinnovamento illustrato e introdotto dal Concilio Ecumenico Vaticano II:  “I cristiani, ricordando le parole del Signore:  “da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13, 35), niente possono desiderare più ardentemente che servire con sempre maggiore generosità ed efficacia gli uomini del mondo contemporaneo… Il Padre vuole che noi riconosciamo ed efficacemente amiamo in tutti gli uomini Cristo fratello, tanto con la parola che con l’azione” (Cost. past. Gaudium et spes, 93).

Il Sommo Pontefice pertanto, animato da ardente desiderio di favorire al massimo nel popolo cristiano questi sensi di pietà verso la Divina Misericordia, a motivo dei ricchissimi frutti spirituali che da ciò si possono sperare, nell’Udienza concessa il giorno 13 giugno 2002 ai sottoscritti Responsabili della Penitenzieria Apostolica, Si è degnato di largire Indulgenze nei termini che seguono:

Si concede l’Indulgenza plenaria alle consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice) al fedele che nella Domenica seconda di Pasqua, ovvero della “Divina Misericordia”, in qualunque chiesa o oratorio, con l’animo totalmente distaccato dall’affetto verso qualunque peccato, anche veniale, partecipi a pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia, o almeno reciti, alla presenza del SS.mo Sacramento dell’Eucaristia, pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo, il Padre Nostro e il Credo, con l’aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (p. e. “Gesù Misericordioso, confido in Te”).

Si concede l’Indulgenza parziale al fedele che, almeno con cuore contrito, elevi al Signore Gesù Misericordioso una delle pie invocazioni legittimamente approvate.

Inoltre i naviganti, che compiono il loro dovere nell’immensa distesa del mare; gli innumerevoli fratelli, che i disastri della guerra, le vicende politiche, l’inclemenza dei luoghi ed altre cause del genere, hanno allontanato dal suolo patrio; gli infermi e coloro che li assistono e tutti coloro che per giusta causa non possono abbandonare la casa o svolgono un’attività non differibile a vantaggio della comunità, potranno conseguire l’Indulgenza plenaria nella Domenica della Divina Misericordia, se con totale detestazione di qualunque peccato, come è stato detto sopra, e con l’intenzione di osservare, non appena sarà possibile, le tre consuete condizioni, reciteranno, di fronte ad una pia immagine di Nostro Signore Gesù Misericordioso, il Padre Nostro e il Credo, aggiungendo una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (p.e. “Gesù Misericordioso, confido in Te”).

Se neanche questo si potesse fare, in quel medesimo giorno potranno ottenere l’Indulgenza plenaria quanti si uniranno con l’intenzione dell’animo a coloro che praticano nel modo ordinario l’opera prescritta per l’Indulgenza e offriranno a Dio Misericordioso una preghiera e insieme le sofferenze delle loro infermità e gli incomodi della propria vita, avendo anch’essi il proposito di adempiere non appena possibile le tre condizioni prescritte per l’acquisto dell’Indulgenza plenaria.

I sacerdoti, che svolgono il ministero pastorale, soprattutto i parroci, informino nel modo più conveniente i loro fedeli di questa salutare disposizione della Chiesa, si prestino con animo pronto e generoso ad ascoltare le loro confessioni, e nella Domenica della Divina Misericordia, dopo la celebrazione della Santa Messa o dei Vespri, o durante un pio esercizio in onore della Divina Misericordia, guidino, con la dignità propria del rito, la recita delle preghiere qui sopra indicate; infine, essendo “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5, 7), nell’impartire la catechesi spingano soavemente i fedeli a praticare con ogni possibile frequenza opere di carità o di misericordia, seguendo l’esempio e il mandato di Cristo Gesù, come è indicato nella seconda concessione generale dell’”Enchiridion Indulgentiarum“.

Il presente Decreto ha vigore perpetuo. Nonostante qualunque contraria disposizione.

Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 29 giugno 2002, nella solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo 2002.

LUIGI DE MAGISTRIS
Arcivescovo tit. di Nova
Pro-Penitenziere Maggiore

GIANFRANCO GIROTTI, O.F.M. Conv.

Iniziano le celebrazioni delle prime comunioni

Il giorno della 1a Comunione è finalmente arrivato! Tra mille difficoltà causate dalla pandemia, con quasi un anno di ritardo, finalmente i ragazzi domenica potranno per la prima volta parlare a tu per tu con Gesù presente sacramentalmente nel loro cuore. Accompagniamoli con la preghiera, perché la vita di Dio possa crescere in loro e renderli suoi validi e coraggiosi testimoni.

Elenco ragazzi che riceveranno la Prima Comunione il giorno 11/04/2021, durante la S. Messa delle ore 16,00:

      1. ANGELUCCI ALESSIA
      2. BONGIOANNI SAMUELE insieme al Battesimo
      3. BOSIO ALESSANDRO
      4. ELEZI ILENIA insieme al Battesimo
      5. ENRICI LORENZO
      6. ENRICI NICOLO’
      7. GIACHINO FILIPPO
      8. MAIORANO ANITA
      9. MANDRILE LUCA
      10. MATTIO MARCELLA EMMA
      11. PITTORRU LORENZO
      12. RAINA EMANUELE
      13. RIBOLZI EDOARDO
      14. RIBOLZI GABRIELE
      15. ROSSO MARCO
      16. TORCHIO GABRIELE

Catechista Silvia Ballario in Falco

Preghiamo secondo le intenzioni del Papa

Nella nostra parrocchia esiste il gruppo dell’apostolato della preghiera. Ha l’obiettivo di tenere desta la sensibilità alla preghiera, in particolare, quella secondo le intenzioni del Papa.

Dopo le celebrazioni della Messa delle 7 e delle 8,30, questo gruppo invita a pregare secondo le intenzioni del papa che vengono diffuse attraverso dei foglietti all’ingresso della chiesa.

Da qualche mese papa Francesco coinvolge la Chiesa in questa missione della preghiera con un video, che qui alleghiamo.