Salviamo la Casa per Ferie a San Giacomo di Entracque

In questo periodo di chiusura delle attività per via della pandemia in corso, ci stiamo impegnando per accogliervi di nuovo in completa sicurezza presso la Casa per Ferie di San Giacomo ad Entracque. Grazie ad una serie di interventi necessari per adeguare la struttura alle normative vigenti riguardanti l’ospitalità, potremo continuare a vivere le attività dell’Oratorio. Abbiamo già ottenuto l’autorizzazione agli scarichi e siamo intervenuti, come richiesto dai Vigili del Fuoco, per aumentare la resistenza al fuoco dei solai con la stesura di una particolare pittura protettiva detta “intumescente” con relativa protezione dell’impiantistica passante tra il piano terra e il piano primo.

Stiamo ora proseguendo con l’aggiornamento del sistema antincendio. Tale aggiornamento comporta la realizzazione di un nuovo sistema a potenziamento di quello esistente. Esso sarà costituito da un gruppo pompe con serbatoio per portare la pressione dell’acqua ai livelli richiesti dalla normativa antincendio. Il nuovo sistema troverà spazio nella vecchia costruzione, un tempo realizzata per il deposito del bombolone GPL e posta nel cortile retrostante al fabbricato principale. Con questa intenzione stiamo predisponendo le pratiche edilizie in questa particolare area vincolata sia a livello paesaggistico sia a livello monumentale. Una volta ottenute tutte le autorizzazioni, realizzeremo i lavori impiantistici ed edilizi alla riapertura della strada per San Giacomo. Il locale tecnico in questione verrà quindi modificato per accogliere la nuova impiantistica. Procederemo poi con il successivo aggiornamento catastale dei fabbricati.

Detto ciò, le spese non mancano! A oggi abbiamo già speso circa € 25.000,00 nel 2020 per i primi interventi. Ne dovremo spendere ancora circa € 26.000,00 per i lavori di adeguamento alla normativa di prevenzione incendi (allestimento pompa, serbatoio acqua, pratiche e manodopera). Se questi lavori non verranno fatti, la Casa non potrà più riaprire perché non otterrebbe il certificato di prevenzione incendi.

Per aiutarci nell’impresa puoi contribuire attraverso una donazione sul seguente conto corrente bancario

IBAN dell’Oratorio Salesiano don BoscoIT86X0306909606100000112484  causale: offerta lavori prevenzione incendi oppure con offerte in busta chiusa con scritto “per San Giacomo”.

E’ anche possibile donare utilizzando Satispay; basta collegarsi (con pc o cellulare) al link indicato di seguito e seguire le istruzioni:

https://tag.satispay.com/dk_zGfeJbpDgRrrhfnIeHTh

Nella schermata che appare, inserire l’iporto che si vuole donare e il proprio numero di telefono.

Aprire l’app Satispay sul cellulare e confermare la donazione.

L’importo raggiunto alla data 25 febbraio è di  € 22.306,72

(mancano ancora € 3.693,28 per arrivare a 26.000,00)

Per tutti i dettagli puoi rivolgerti a don Mauro, parroco, o all’arch. Valerio Graffino.

Ultime da San Giacomo

Ciao a tutti, siamo stati a prendere un poco di aria buona a San Giacomo, covid free.

La casa sembra in buone condizioni, anche lei emozionata di vederci come noi di vedere lei. Ci ha chiesto tante cose , che aria tira in basso, se vediamo ancora il sole, se speriamo ancora di salire d’estate, ma soprattutto ha chiesto dei suoi ragazzi, dei tanti bimbi, ragazzi e ragazze che son passati e hanno soggiornato sotto il suo tetto.

Preoccupata, ansiosa, non ha più sentito da tantissimo le risate, i canti, le grida e le preghiere di quelle voci giovani, i profumi che dalla finestra della cucina arrivavano a stuzzicare il tanto appetito di quei vacanzieri in erba desiderosi di crescere, di raccontare a tutti le cose belle che si fanno a San Giacu, e poi ha bisogno di sentire di essere ancora utile, utile alla loro crescita.

Ha pensato e tremato al pensiero che l’avessimo abbandonata, che i suoi giovani non la ricordassero più! Allora, l’abbiamo rassicurata, accarezzando i suoi steccati, facendoci un bel selfie, togliendoci gli scarponi sotto il suo portico ricordandole il profumo di gorgonzola che si diffonde nei corridoi degli stanzoni dopo le gite in montagna e non solo, ma soprattutto le abbiamo promesso che avremmo portato il suo appello a tutti i giovani, ragazzi, ragazze, bambini e bambine che hanno goduto della sua disponibilità, così vera, sana e preziosa.

Nessuno l’ha dimenticata, anzi la vogliamo ancora più bella e più vera che mai, per poter accogliere altri giovani, desiderosi di crescere come quelli di prima, e così via via si cresce, ma quando ci si ritrova davanti a lei si diventa tutto di un tratto quei ragazzi, ragazze che hanno gridato almeno una volta nella vita… evviva San Giacomo, evviva i Salesiani!!!!

Pierpaolo Rosa (Pippi)

 

 

 

 

 

San Giacomo Experience!

La Casa Alpina di San Giacomo ha bisogno di importanti interventi di messa in sicurezza, il cui costo ammonta a qualche decina di migliaia di euro. Perchè investire tante risorse in una struttura? Alla ricerca del significato che San Giacomo ha per la nostra Comunità e che vorremmo avesse per le generazioni future, ci facciamo raccontare la “San Giacomo Experience” da chi l’ha vissuta in prima persona. Cominciamo da una interessante chiacchierata tra Luisa Fissore e Gianni Migliore, in arte “Pam”.

Un lunedì di gennaio, ore 18.30: un ospite speciale ci raggiunge a casa. Ho conosciuto Gianni Migliore detto “Pam” nel 1998 in occasione, indovinate un po’, della possibilità di lavorare durante il turno “famiglie” in agosto a San Giacomo. Ed ecco l’elemento collante, quel luogo in Valle Gesso, quella casa che tanti oratoriani hanno vissuto, quelle mura che sembrano parlare e raccontare di giovani, risate, silenzi, amicizie, riflessioni, spiritualità, tornei, falò, canzoni al cielo, Salesiani, buon cibo, compagnia, natura e tanta, tanta Comunità.

Gli occhi di Pam brillano quando si parla della casa Salesiana di San Giacomo, la voce ed il gesticolare delle mani profumano di circa sessant’anni di esperienza in quella che era originariamente la residenza dei Savoia adibita a scuderia e ricovero degli animali e poi caserma “Principessa Iolanda”.

Ma andiamo con ordine.

Mi rendo conto di non sapere granché della storia della casa e ascolto con interesse le primissime imprese in montagna di alcuni oratoriani intorno al 1947 fino all’affidamento nel 1950 della gestione della neonata colonia di San Giacomo ai Salesiani da parte del Comune di Cuneo. Exallievi protagonisti su tutta la linea.

Pam sorride raccontando che al suo primo campeggio, quarta elementare, si raggiungeva la colonia a piedi da Entracque ed il Comune portava le valigie ….altroché parcheggi a pagamento o auto ai bordi della strada.

Non mi trattengo e inizio a fare il gioco delle “differenze”: mangiatoia al posto dell’attuale cappellina, campo di patate al posto dell’attuale campo da gioco, battuto di cemento come pavimento, unico salone con brande anziché comode camerette con letti e armadietti, un water e lavandino al posto dei bagni con doccia (per lavarsi c’era il fiume), luce a gas al posto dell’elettricità, mucche al posto del salone, la cappellina al posto dell’attuale saletta degli ospiti…

Insomma, altri tempi, altre comodità, ma stesso entusiasmo e stessa casa.

Negli anni 70 i Salesiani acquistano alcune porzioni della caserma: con ottocentomila lire la stalla venduta dall’erede Savoia, sig. Rondolino e una parte dei terreni adiacenti dal Sig. Gerbino di Entracque.

La svolta arriva nel 1987 con la partecipazione dei Salesiani all’asta per concorrere all’acquisto della ex Caserma “principessa Iolanda”: exallievi protagonisti ancora una volta e, commosso, Pam annuncia il battesimo della Casa Alpina Don Bosco Cuneo. Penso che lui sia uno dei tanti padrini e, per analogia, mi sovviene il tema della Sala della Comunità e la consapevolezza che le grandi opere sono frutto del lavoro e della tenacia di molti.

Persino l’installazione del generatore elettrico ha una storia a dir poco provvidenziale: di nuovo lo zampino degli exallievi, angeli custodi della casa.

Si avvicendano poi periodiche ristrutturazioni, dal tetto, alla tettoia, al cancello d’ingresso, i gradoni, gli infissi, il retro …solo una cosa non cambia: le porte esterne sono tutt’ora quelle dei Savoia.

In ultimo, persino il telefono introdotto circa nel ’95, la cosiddetta cabina interna che rassicura e ricorda che a valle c’è una civiltà cittadina che ci attende.

Spettatrice costante dei vari progressi, dei gruppi montagna, dei vari “don” e delle ginocchia sbucciate è stata la fontana, ristrutturata negli anni 90, ma sempre presente, fin dall’inizio.

Sento l’emozione vibrare nella voce, quando Pam descrive gite sulla Maledia e verso altre mete della Valle Gesso: un rapporto speciale con la montagna, dove la costante però è il gruppo, l’amicizia, il senso di famiglia, la condivisione umana e fraterna. In un’unica parola, direi “San Giacomo”.

Pam riesce a raccontare i più svariati ritratti della colonia: silenziosa sotto la neve, fredda sotto un cielo stellato, solitaria post alluvione, affollata a ferragosto, caotica e gioiosa a luglio, meditativa nei settembre autunnali, maestosa dietro la curva, accogliente e famigliare sempre.

Le storie di persone che si intrecciano nei tempi e nei luoghi della Casa Alpina, sembrano infinite e si ha la sensazione di tanti, tanti contributi, umani, economici, professionali che ciclicamente sono stati determinanti, rendendola una vera opera collettiva: “da” e “per” la comunità.

Concludiamo la serena chiacchierata in pieno stile SanGiacomo: polenta, spezzatini e salsiccia!

(by Lulu Fix – Ph. gentilmente concesse da Pam)

SOS San Giacomo: come possono contribuire le imprese?

E’ iniziata la campagna di raccolta fondi per i lavori da fare per ottenere il certificato prevenzione incendi della nostra casa alpina di San Giacomo d’Entracque. Qui di seguito trovate le indicazioni per le imprese che desiderano contribuire con un’erogazione liberale con la possibilità di godere delle detrazioni fiscali.

Ai sensi dell’art. 100 comma 2 lettera a) del testo Unico delle imposte sui redditi D.P.R. 22-12-1986 n. 917, è previsto:

a) il meccanismo delle deduzione (fino al 2% del reddito d’impresa);

b) che le erogazioni debbano essere effettuate tramite banca. Il cedolino del bonifico effettuato, che rimane in possesso del benefattore, rende inutile il rilascio di qualsiasi dichiarazione da parte dell’ente Oratorio Salesiano don Bosco..

L’iban dell’Oratorio Salesiano don Bosco 

IT86X0306909606100000112484

Nella causale del bonifico bancario andrà indicato: “EROGAZIONE LIBERALE A FAVORE DELL’ENTE “ORATORIO SALESIANO DON BOSCO” PER SAN GIACOMO” .

L’importo raggiunto alla data 21 gennaio è di  € 10.315,58 (mancano ancora € 15.684,42)
Facciamo girare la voce. San Giacomo è una risorsa per tutta la comunità dei Sale e per il territorio di Cuneo.

Alluvione a San Giacomo

Sabato pomeriggio 3 ottobre ci è arrivato un messaggio da parte di Luciano che ci diceva che la strada per San Giacomo per 2 Km ormai non c’era più a causa dell’alluvione per le forti piogge tra venerdì e sabato.
Rimaniamo tutti interdetti con il dubbio che 2 km di strada sono proprio tanti! Poi arrivano le conferme di altri amici dell’oratorio con le relative foto. Anche il ponte della frazione aveva una sponda non più agibile. Dato per assodato che la strada aveva subito dei danni, ci è venuto il dubbio che anche la nostra casa potesse aver subito dei danni vista la vicinanza al fiume.
Ma come fare per andare a verificare di persona? In più nella nostra casa di montagna c’era ancora l’acqua da chiudere, il gas da togliere, i cancelli di ingresso in legno da mettere nel salone, le luci esterne da portare in casa, la corrente da staccare… Avevamo organizzato di fare tutto proprio quella domenica, giorno in cui anche i ragazzi della settimana comunitaria sarebbero dovuti andare su per un’ultima giornata di gioco tra i boschi della nostra casa.
Ci rivolgiamo al comune di Entracque e ai Guardiaparco che organizzano per giovedì 8 ottobre una spedizione ovviamente a piedi, proprio scortata dai Guardiaparco. Richiesta: essere solo in due e con meno di 60 anni vista la difficoltà della salita e la pericolosità in alcuni tratti.
Con la comunità decidiamo che saremmo andati su io, don Vincenzo, chiedendo l’aiuto a Massimiliano che si era reso disponibile. Ritrovo alle 8 in punto nella sede del parco al centro faunistico “Uomini e lupi”. Non siamo soli, tre squadre hanno accompagnato noi, chi gestisce il ristorante a San Giacomo e chi aveva il campeggio. Il giorno seguente un elicottero sarebbe salito per recuperare tutti i materiali che erano ancora da portare giù. Le uniche cose che sarebbero riamaste su fino alla riapertura della strada sarebbero stati due camper e una macchina che non avevano fatto in tempo a lasciare la valle.
Pensavamo di poter salire ben di più con la macchina, ma appena superata la diga e quel che restava dell’area picnic, abbiamo dovuto fermare la macchina e procedere a piedi poiché la strada non esisteva già più.
Lo scenario cui ci siamo trovati di fronte è risultato essere decisamente peggiore rispetto a quello che ci eravamo immaginati: davvero per chilometri (anche più di due!) la strada non esisteva più e non si riusciva nemmeno a immaginare dove potesse passare! Solo massi enormi, alberi distrutti, detriti e pezzi del grosso filo della corrente tranciato in più punti. Impressionante. Abbiamo dovuto camminare per circa un’ora su ciò che rimaneva dell’alluvione, evitando l’acqua, i residui degli alberi distrutti e i massi più grandi, arrampicandoci tra un masso e l’altro. Così fino alla frazione di San Giacomo. Qui la potenza distruttiva delle acque aveva prodotto i suoi effetti peggiori: il campeggio praticamente non esisteva più, del parcheggio sotto il ristorante ormai non c’era più traccia, il ponte risultava essere l’unica cosa rimasta in piedi, ma prima e soprattutto dopo, il nulla fino alla salita che porta alla nostra casa. Guardare le foto per credere.
Fortunatamente la nostra casa non ha subito danni, abbiamo perso solo la parte di torrente che scendeva di fianco alla casa e che l’alluvione ha deviato del tutto sul letto principale. I Gesuiti invece hanno avuto come danno la distruzione della condotta che prelevava acqua dal torrente portandola a loro e al campeggio.
Aiutati dai Guardiaparco abbiamo fatto i lavori che dovevamo e dopo qualche ora siamo rientrati verso le 13 alla macchina.
Ovviamente ci vorrà del tempo per rifare la strada e sistemare i danni, ma già mentre scendevamo abbiamo incontrato le prime ruspe che iniziavano i lavori. Speriamo per la prossima primavera che si possa ritornare a san Giacomo, luogo a cui siamo tutti affezionati.

Qui sotto mettiamo le foto che abbiamo fatto in quella giornata…

SAN GIACOMO GIOVANI? VOILA’ LE FOTO!

Nella settimana a cavallo tra luglio e agosto, a san Giacomo di Entracque è andato in scena uno dei “San Giacomo Giovani” più belli di sempre!

56 ragazze e ragazzi delle superiori, coordinati dagli animatori, dai salesiani e dalle salesiane, e nutriti da un team di  cuochi pentastellati, hanno potuto scoprire la ricchezza della lettera che Papa Francesco ha scritto per i giovani di tutto il mondo: la Christus vivit! “Lui vive e ti vuole vivo”!

Le giornate si sono snodate tra preghiere e giochi, momenti formativi e pasti, il tutto condito da una grande profondità e da una bella allegria!

A voi le foto di quei momenti indimenticabili! Buona visione!

Ah, e ricordate: “Accendete stelle nella notte di altri giovani”!

 

 

 

Lo staff

ECCO LE FOTO DI SAN GIACOMO ELEMENTARI E MEDIE

Finalmente, dopo un lungo periodo di attesa, di cui ci scusiamo, ecco le foto tanto desiderate delle settimane indimenticabili a San Giacomo di Entracque!

Il tema guida dei campeggi di quest’anno è stato il primo libro della serie di Harry Potter! Questa avvincente storia è stata di spunto per le scenografie, i giochi e i momenti formativi.

Il meteo è stato più imprevedibile che mai, ma gli animatori guidati dai loro coordinatori hanno saputo affrontare al meglio ogni situazione.

Ringraziamo tutte le famiglie che hanno scelto di offrire questa possibilità ai loro figli, crediamo che siate stati contenti e che abbiate potuto vedere i frutti di questa esperienza nei sorrisi, negli sguardi e nei racconti dei ragazzi.

Grazie a tutti i volontari che hanno reso possibile tutto questo. A partire da chi segue la casa con arte e maestria, tra cui soprattutto Luciano e don Vincenzo. Grazie a tutte le mamme che hanno lavorato in cucina e un grazie a tutti gli animatori!

Le figlie di Maria Ausiliatrice e i Salesiani sono stati presenti in ogni turno come presenze amiche, materne e paterne, così, come voleva don Bosco! Grazie!

Non aggiungiamo altro… buona visione delle foto!

 

 

 

Lo staff