Dal vangelo secondo Marco 1, 7-11

In quel tempo, Giovanni 7proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Il passo evangelico che viene letto nella domenica che ricorda il battesimo del Signore, si apre con due affermazioni di Giovanni Battista: «Dopo di me viene Colui che è più forte di me: io vi battezzo nell’acqua, ma Egli vi battezzerà in Spirito Santo» (Mc 1,7-8). La predicazione del Battista è tutta racchiusa nella funzione di attirare l’attenzione su Gesù. Nella sua estrema concisione (Mc 1,9.11) il racconto del battesimo di Gesù è ricco di significati importanti.
Primo: Gesù – che qui compare in scena per la prima volta – è presentato nella duplice dimensione del suo mistero: uomo dalle umili origini («venne da Nazareth di Galilea») e tuttavia amato Figlio di Dio e profeta. L’espressione «Tu sei il Figlio mio amato, in te mi sono compiaciuto» cela un riferimento al Salmo 2 e, ancor più chiaramente, a Isaia 42,1, il passo che racconta la vocazione del servo del Signore, sul quale Dio ha posto il suo Spirito e al quale ha affidato il compito profetico di «proclamare il diritto alle genti».
Secondo: l’aprirsi dei cieli, la discesa dello Spirito, la voce celeste, tutto converge nell’indicare che, con la comparsa di Gesù, irrompono i tempi messianici. L’invocazione accorata di Isaia 63,19 («Se tu squarciassi i cieli e discendessi!») è stata ascoltata: dopo essere rimasto a lungo chiuso e silenzioso, il cielo torna ad aprirsi, lo Spirito di Dio torna a essere in mezzo al popolo e la parola del Signore torna a risuonare.
Terzo: sottomettendosi al battesimo di Giovanni Battista («un battesimo in remissione dei peccati») e partecipando in tal modo al movimento di rinnovamento e conversione che Giovanni aveva suscitato nel suo popolo, Gesù mostra di concepire la sua via come una via di solidarietà nei confronti degli uomini peccatori: non si estranea dalla storia del suo popolo, ma solidarizza con essa e la assume. Con questo suo primo gesto, Gesù ci lascia già intravedere quella logica di solidarietà e condivisione che guiderà tutta la sua esistenza e che gli permetterà di intendere la sua morte come una morte «in riscatto per molti» (Mc 10,45).
Quarto: nel battesimo di Gesù sono visibili le strutture portanti della concezione cristiana del battesimo: il dono dello Spirito, la filiazione divina, la chiamata a un compito profetico. Marco utilizza il verbo battezzare anche per il battesimo della passione al quale viene associato il suo discepolo: «il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete» (10,38-39). Dunque il battesimo è uno solo, il medesimo per Gesù e per il discepolo, e una sola è perciò la strada da percorrere. Non due modalità diverse di vivere l’esistenza, una per Gesù e una per il discepolo, ma la medesima modalità per tutti e due.