Alluvione a San Giacomo

Sabato pomeriggio 3 ottobre ci è arrivato un messaggio da parte di Luciano che ci diceva che la strada per San Giacomo per 2 Km ormai non c’era più a causa dell’alluvione per le forti piogge tra venerdì e sabato.
Rimaniamo tutti interdetti con il dubbio che 2 km di strada sono proprio tanti! Poi arrivano le conferme di altri amici dell’oratorio con le relative foto. Anche il ponte della frazione aveva una sponda non più agibile. Dato per assodato che la strada aveva subito dei danni, ci è venuto il dubbio che anche la nostra casa potesse aver subito dei danni vista la vicinanza al fiume.
Ma come fare per andare a verificare di persona? In più nella nostra casa di montagna c’era ancora l’acqua da chiudere, il gas da togliere, i cancelli di ingresso in legno da mettere nel salone, le luci esterne da portare in casa, la corrente da staccare… Avevamo organizzato di fare tutto proprio quella domenica, giorno in cui anche i ragazzi della settimana comunitaria sarebbero dovuti andare su per un’ultima giornata di gioco tra i boschi della nostra casa.
Ci rivolgiamo al comune di Entracque e ai Guardiaparco che organizzano per giovedì 8 ottobre una spedizione ovviamente a piedi, proprio scortata dai Guardiaparco. Richiesta: essere solo in due e con meno di 60 anni vista la difficoltà della salita e la pericolosità in alcuni tratti.
Con la comunità decidiamo che saremmo andati su io, don Vincenzo, chiedendo l’aiuto a Massimiliano che si era reso disponibile. Ritrovo alle 8 in punto nella sede del parco al centro faunistico “Uomini e lupi”. Non siamo soli, tre squadre hanno accompagnato noi, chi gestisce il ristorante a San Giacomo e chi aveva il campeggio. Il giorno seguente un elicottero sarebbe salito per recuperare tutti i materiali che erano ancora da portare giù. Le uniche cose che sarebbero riamaste su fino alla riapertura della strada sarebbero stati due camper e una macchina che non avevano fatto in tempo a lasciare la valle.
Pensavamo di poter salire ben di più con la macchina, ma appena superata la diga e quel che restava dell’area picnic, abbiamo dovuto fermare la macchina e procedere a piedi poiché la strada non esisteva già più.
Lo scenario cui ci siamo trovati di fronte è risultato essere decisamente peggiore rispetto a quello che ci eravamo immaginati: davvero per chilometri (anche più di due!) la strada non esisteva più e non si riusciva nemmeno a immaginare dove potesse passare! Solo massi enormi, alberi distrutti, detriti e pezzi del grosso filo della corrente tranciato in più punti. Impressionante. Abbiamo dovuto camminare per circa un’ora su ciò che rimaneva dell’alluvione, evitando l’acqua, i residui degli alberi distrutti e i massi più grandi, arrampicandoci tra un masso e l’altro. Così fino alla frazione di San Giacomo. Qui la potenza distruttiva delle acque aveva prodotto i suoi effetti peggiori: il campeggio praticamente non esisteva più, del parcheggio sotto il ristorante ormai non c’era più traccia, il ponte risultava essere l’unica cosa rimasta in piedi, ma prima e soprattutto dopo, il nulla fino alla salita che porta alla nostra casa. Guardare le foto per credere.
Fortunatamente la nostra casa non ha subito danni, abbiamo perso solo la parte di torrente che scendeva di fianco alla casa e che l’alluvione ha deviato del tutto sul letto principale. I Gesuiti invece hanno avuto come danno la distruzione della condotta che prelevava acqua dal torrente portandola a loro e al campeggio.
Aiutati dai Guardiaparco abbiamo fatto i lavori che dovevamo e dopo qualche ora siamo rientrati verso le 13 alla macchina.
Ovviamente ci vorrà del tempo per rifare la strada e sistemare i danni, ma già mentre scendevamo abbiamo incontrato le prime ruspe che iniziavano i lavori. Speriamo per la prossima primavera che si possa ritornare a san Giacomo, luogo a cui siamo tutti affezionati.

Qui sotto mettiamo le foto che abbiamo fatto in quella giornata…