Aggiornamenti sulle norme sanitarie per le attività pastorali

L’obbligo di green pass è per ora circoscritto ai convegni aperti al pubblico e quindi non riservati a specifici gruppi

Iniziando un nuovo anno pastorale, in attesa di indicazioni più precise nazionali o regionali, e considerando l’evoluzione in corso delle normative, vista la lettera della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana inviata ai Vescovi l’8 settembre 2021, riassumiamo le disposizioni a cui attenersi per svolgere le attività pastorali in sicurezza sanitaria, in particolare per quanto riguarda l’obbligo di green pass.

  1. Per tutte le celebrazioni liturgiche, e comunque per qualsiasi atto di culto, non c’è obbligo di green pass ma continuano a valere le Norme per le celebrazioni con il popolo in tempo di pandemia dell’11 maggio 2020, con i successivi aggiornamenti.
  2. Per le altre attività pastorali, l’obbligo di green pass è per ora circoscritto ai convegni aperti al pubblico e quindi non riservati a specifici gruppi: di conseguenza, chi gestisce i corsi per catechisti o ministri dell’Eucaristia o altri operatori pastorali, come pure gli incontri in preparazione al matrimonio o ad altri sacramenti e le assemblee dei Consigli di partecipazione o del Sinodo diocesano, non è tenuto a verificare il green pass ma deve sempre essere nella condizione di effettuare il tracciamento dei partecipanti, qualora si rendesse necessario.
  3. A titolo esemplificativo, al fine di rispondere ad ogni possibile casistica, pure per quanto riguarda l’utilizzo delle precauzioni prescritte, riteniamo utili anche per le nostre diocesi le indicazioni dell’Avvocatura dell’Arcidiocesi di Milano, nel loro ultimo aggiornamento.

In merito alle modalità per mettersi nella condizione di effettuare il tracciamento dei partecipanti, qualora si rendesse necessario, chi gestisce corsi, incontri e assemblee può adottare il metodo che ritiene più adatto tra i seguenti:

  1. far compilare ai partecipanti una scheda di pre-triage, completa di recapito se non è già disponibile diversamente, nel rispetto delle Norme sulla tutela della riservatezza,  in cui ciascuno dichiara di non essere positivo al Covid-19, di non avere i sintomi ad esso associati e di non essere stato in contatto stretto con persone positive, possibilmente rilevando anche la temperatura corporea;
  2. comunicare sempre, convocando le riunioni, che possono accedervi soltanto coloro che non sono positivi al Covid-19, che non hanno i sintomi ad esso associati e che non sono stati in contatto stretto con persone positive, rilevando le presenze, possibilmente con la temperatura corporea, e avendo a disposizione, nel rispetto delle Norme sulla tutela della riservatezza, i recapiti dei presenti.