ADORAZIONE venerdì 1 luglio 2022

ADORAZIONE venerdì 1 luglio 2022
(ore 20.00 – 21.00)

L’adorazione di questa sera fa riferimento al Vangelo di domenica prossima 3 luglio (Luca 10,1-12.17-2)

Canto ….

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due, davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

COMMENTO: Nel Vangelo di Domenica prossima Gesù ci chiede di fare della nostra vita un annuncio del Regno. Per diffondersi in ogni luogo e in ogni cuore, il Verbo di Dio ha scelto la nostra povera umanità come luogo dove portare a compimento il disegno di salvezza universale del Padre. Gesù dà il mandato missionario a ciascuno di noi che non consiste nel dire o fare cose impressionanti, ma nel testimoniare con umile amore una vicinanza di Dio sempre possibile e sempre più intensa di quanto si possa immaginare o desiderare.
Ci chiede però di andare a due a due perchè l’annuncio del Vangelo non deve essere lasciato all’inventiva dei singoli, ma è opera di una comunità. Nella nostra vita terrena noi non siamo da soli, ma dobbiamo continuamente confrontarci con gli altri, arricchirci degli altri, accorgerci degli agli. L’altro è il volto di Dio, è colui attraverso il quale io riesco a dare un senso alla mia vita alla luce del Vangelo.

PREGHIERA: Signore custodisci il mio viaggio terreno, fa che non sprechi nulla di tutti i doni che mi hai dato e soprattutto aiutami a capire che la mia esistena ha un senso nella misura in cui io so amare gli altri perchè l’altro non è un ostacolo, l’altro non è una perdita di tempo, l’altro è invece ciò che riempie il mio vuoto, la mia sete di Te.

Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!

COMMENTO: Si capisce in queste poche battute che c’è una grande sproporzione tra le cose da vivere nel nostro viaggio e le nostre forze e dunque il Signore ci chiede di pregare perchè tra i cristiani ci siano persone sempre più consapevoli della propria vita, che sappiano vivere in modo disincantato e con i piedi per terra, capaci di fare della propria quotidianità una missione di testimonianza per il bene comune e la salvezza delle anime.

PREGHIERA: Signore, siamo operai di pace? Signore, siamo testimoni di fraterna condivisione? Preferiamo forse fare da soli perchè si fa più in fretta o perchè i meriti ricadano tutti su di noi? Aiutaci a ricercare l’aiuto degli altri perchè in due si costruisce di più, ci si corregge a vicenda, si cresce. Aiutaci a capire che solo insieme i doni si moltiplicano in questo mondo di povertà e fragilità.

Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

COMMENTO: Nella nostra missione, per essere testimoni di questa inaudita intimità tra noi e Dio, occorre prima imparare a portare il mistero di Cristo nel nostro corpo e nelle pieghe più sofferte della nostra storia, fino a essere nudi e umili. Non portiamo dietro orgoglio, vanto, ambizioni eccessive, ma poveri in spirito facciamo trasparire i doni più preziosi che Dio ci ha donato. È dunque necessario che non insorgano nel cuore i sentimenti dei lupi: la rabbia, l’ingordigia, il risentimento, la volontà di prevalere e di prevaricare. Questi sentimenti portano infatti a compiere le azioni dei lupi: l’abuso di potere, le aggressioni, le violenze, le offese, le menzogne.

PREGHIERA: Abbiamo vissuto in questi giorni le elezioni comunali. Per imporsi, un movimento politico spesso ha bisogno di strumenti efficaci: il denaro, le armi, gli appoggi di persone influenti. L’apostolo invece deve resistere alla tentazione di ricorrere a questi mezzi per diffondere il Vangelo e per costruire il regno di Dio. Signore aiuta i nostri politici a lavorare per il bene comune, rinunciando alle sicurezze umane anche per i più poveri del nostroterritorio.

In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

 

COMMENTO: Il Vangelo è bella notizia. Ecco le parole con cui il discepolo si presenta: porto la pace a te, alla tua famiglia, alla tua casa. Questo è un annuncio che dà conforto, suscita stupore, speranza, gioia!
L’apostolo – raccomanda Gesù – accetti l’invito, non avanzi pretese, si accontenti del cibo frugale che gli viene posto innanzi e si adatti agli usi e costumi di chi lo ospita, senza guardare con sospetto alle sue abitudini e alle sue tradizioni.

Il Vangelo può venire accolto, ma anche rifiutato. Come comportasi quando ci si deve confrontare con l’opposizione? Lo chiarisce Gesù:scuotete la polvere dai piedi. Dio non si arrabbia, non si vendica, non castiga chi non accoglie la sua Parola. Egli è solo bontà e misericordia e ama sempre e comunque. Chi non accetta la sua parola si rende responsabile della propria infelicità, si priva della pace. È significativo che la scena minacciosa del giudizio pronunciato dagli evangelizzatori sull’intera città si concluda comunque con una parola di salvezza: “Sappiate che il regno di Dio è giunto a voi”.

PREGHIERA: Signore Siamo persone gioiose nella nostra vita? Diffondiamo serenità e pace tra le persone che avviciniamo? Siamo capaci di accettare il diverso d noi, le usanze degli altri popoli? Siamo sensibili alle sofferenze degli altri e ci lasciamo coinvolgere? Siamo capaci di vedere il bene, il volto di Cristo anche in chi non crede?

I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi.
Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

COMMENTO: Compiuta la loro missione, i settantadue ritornano pieni di gioia e riferiscono a Gesù i risultati ottenuti. Le parole del Maestro sembrano suggerire l’idea di una vittoria facile, stupefacente (come folgore); sembrano ridurre ad una comoda passeggiata la lunga marcia che conduce l’umanità verso il regno di Dio.  La realtà – lo verifichiamo ogni giorno – non è tanto semplice né tanto allegra.

Il male reagisce in modo duro e violento, basti pensare quanto costi, per esempio, vincere un vizio, superare una cattiva abitudine e come continuino a trionfare nel mondo i furbi, i potenti, i corrotti. Ma Gesù, che guarda al risultato finale, constata che il male ha già perso il suo vigore.

PREGHIERA:  «…rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli». Signore aiutaci a essere discepoli senza alcuna presunzione, senza trasformare il nostro discepolato in una cattedra dove sentirci migliori degli altri o, peggio ancora, in un’arma da usare contro gli altri. Signore aiutaci a credere che i nostri sforzi, anche se piccoli e limitati, possano insieme costruire la pace tanto attesa in questo momento così difficile.