Il carisma salesiano continua a generare scelte di vita: la testimonianza di Lucia

L’ 8 dicembre 2005 sono arrivata per la prima volta in oratorio ai Sale e, siccome mi è piaciuto tanto giocare a palle di neve dopo messa, ho deciso di tornarci. E ho continuato a sentirmi a casa, proprio come quella mattina a sei anni nel cortile innevato, anche durante i pomeriggi in cortile, nelle giornatone di estate ragazzi, ai gruppi elementari e medie, al catechismo, nelle attesissime settimane a San Giacomo, nelle domeniche a messa e poi subito a giocare in cortile! Sono cresciuta nella sicurezza che in oratorio ci fosse qualcuno che ci voleva veramente bene ed era contento di stare con noi: gli animatori, i salesiani e le figlie di Maria Ausiliatrice, ma anche tante mamme e papà della comunità. La loro presenza mi ha fatto conoscere Don Bosco e in Don Bosco ho incontrato Gesù.

Durante le superiori, iniziando a vivere l’oratorio da animatrice ho capito, nell’incontro con alcuni ragazzi in particolare, che l’oratorio non è solo un bel posto dove si fanno tante cose, ma che è un bel posto in cui ci si occupa di anime! E piano piano mi sono accorta che queste anime occupavano tanto spazio dentro di me, ma non erano allo stretto, anzi, più lasciavo loro spazio stando con loro, più riuscivo ad essere me stessa a casa, a scuola, con i miei amici.

E così quest’anno, continuando a frequentare l’università, ho vissuto in comunità proposta a Valdocco dalle FMA, e, dopo l’estate all’oratorio salesiano San Paolo di Torino, a settembre continuerò il cammino andando in postulato. Conto sulle vostre preghiere, chiedete a Maria che veramente custodisca sotto il suo manto ogni ragazzo che passa in un cortile salesiano, per adesso io posso confermare che da quell’8 dicembre mi ha sempre tenuta per mano!

Grata per sempre al Signore per il bene che, attraverso la comunità dei Sale, opera in tante vite, tra cui la mia.

Lucia

Proposte di canti per il mese di agosto

ALLELUIA PASSERANNO I CIELI

Alle-alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.

Passeranno i cieli e passerà la terra, la tua Parola non passerà, alleluia alleluia.

 

ALLELUIA E POI

Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia!
Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia!

Chiama ed io verrò da te. Figlio nel silenzio mi accoglierai.
Voce e poi, la libertà, nella Tua Parola camminerò.

 

GLORIA (Mariano)

Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama. (x2)

Noi Ti lodiamo, Ti benediciamo, Ti adoriamo, ti glorifichiamo,
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa.
Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre Onnipotente, Figlio unigenito, Cristo Gesù.

Signore Dio, Agnello di Dio, figlio del Padre Onnipotente.
Tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Tu che togli i peccati del mondo, accogli benigno la nostra preghiera.
Tu che siedi alla destra del Padre abbi pietà di noi.

Tu solo il Santo, Tu solo il Signore, Tu l’Altissimo Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo nella gloria del Padre.

 

ECCO QUEL CHE ABBIAMO

Ecco quel che abbiamo, nulla ci appartiene ormai.
Ecco i frutti della terra, che Tu moltiplicherai.
Ecco queste mani, puoi usarle, se lo vuoi,
per dividere nel mondo il pane che Tu hai dato a noi.

Solo una goccia hai messo fra le mani mie, solo una goccia che tu ora chiedi a me…
Una goccia che in mano a Te, una pioggia diventerà… e la terra feconderà.

 

TE AL CENTRO DEL MIO CUORE

Ho bisogno d’incontrarti nel mio cuore, di trovare te, di stare insieme a te:
unico riferimento del mio andare, unica ragione tu, unico sostegno tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo tu.
Anche il cielo gira intorno e non ha pace, ma c’è un punto fermo, e quella Stella la.
La Stella polare è fissa ed è la sola, la Stella polare tu, la Stella sicura tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo tu.

Tutto ruota attorno a te, in funzione di te
E poi non importa il “come”, il “dove” e il “se”.

Che tu splenda sempre al centro del mio cuore, il significato allora sarai tu,
quello che farò sarà soltanto amore. Unico sostegno tu, la Stella polare tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo tu.

 

ANTICA ETERNA DANZA

Spighe d’oro al vento, antica eterna danza, per fare un solo pane, spezzato sulla mensa.
Grappoli dai colli, profumo di letizia, per fare un solo vino, bevanda della grazia.
Con il pane e il vino, Signore Ti doniamo le nostre gioie pure, le attese e le paure.
Frutti del lavoro e fede nel futuro, la voglia di cambiare e di ricominciare.
Dio della speranza, sorgente di ogni dono, accogli questa offerta che insieme Ti portiamo.
Dio dell’universo raccogli chi è disperso e facci tutti Chiesa, una cosa in Te.

 

DALL’AURORA

Dall’aurora io cerco te, fino al tramonto ti chiamo.
Ha sete solo di te, l’anima mia come terra deserta.

Non mi fermerò un solo istante, sempre canterò la tua lode,
perché sei il mio Dio, il mio riparo. Mi proteggerai all’ombra delle tue ali.

Non mi fermerò un solo istante, io racconterò le tue opere
perché sei il mio Dio, unico bene, nulla mai potrà la notte contro di me.

 

AVE MARIA (VERBUM PANIS)

Ave Maria, Ave. Ave Maria, Ave.

Donna dell’attesa e madre di speranza: ora pro nobis
Donna del sorriso e madre del silenzio: ora pro nobis
Donna di frontiera e madre dell’ardore: ora pro nobis
Donna del riposo e madre del sentiero: ora pro nobis.

Donna del deserto e madre del respiro: ora pro nobis
Donna della sera e madre del ricordo: ora pro nobis
Donna del presente e madre del ritorno: ora pro nobis
Donna della terra e madre dell’amore: ora pro nobis.

 

INSIEME NELLA GIOIA

Insieme nella gioia verso il futuro, protagonisti insieme a Dio.
La fede nella sua Resurrezione darà un senso al nostro andare.

Beati voi, perché siete poveri.
Beati voi, vostro è il Regno dei Cieli.
Beati voi, perché siete afflitti.
Beati voi, sarete consolati. Beati voi!

Beati voi, perché siete miti.
Beati voi, la terra sarà vostra.
Beati voi, che avete fame di giustizia.
Beati voi, perché sarete saziati. Beati voi!

 

E’ BELLO LODARTI

È bello cantare il tuo amore, è bello lodare il tuo nome.
È bello cantare il tuo amore, è bello lodarti Signore, è bello cantare a te.

Tu che sei l’amore infinito che neppure il cielo può contenere,
Ti sei fatto uomo, Tu sei venuto qui ad abitare in mezzo a noi, allora.

Tu che conti tutte le stelle e le chiami ad una ad una per nome,
da mille sentieri ci hai radunati qui, ci hai chiamati figli tuoi allora.

 

PERCHE’ TU SEI CON ME

Solo tu sei il mio pastore: niente mai mi mancherà.
Solo tu sei il mio pastore, o Signore.

Mi conduci dietro Te sulle verdi alture, ai ruscelli tranquilli lassù,
dov’è più limpida l’acqua per me, dove mi fai riposare.
Anche fra le tenebre d’un abisso oscuro, io non temo alcun male perché
Tu mi sostieni, sei sempre con me, rendi il sentiero sicuro.

Siedo alla tua tavola che mi hai preparato ed il calice è colmo per me
di quella linfa di felicità che per amore hai versato.

Sempre mi accompagnano, lungo estati e inverni, la tua grazia, la tua fedeltà.
Nella tua casa io abiterò Fino alla fine dei giorni.

 

GRANDI COSE

Grandi cose ha fatto il Signore per noi, ha fatto germogliare i fiori fra le rocce.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi, ci ha riportati liberi alla nostra terra.
Ed ora possiamo cantare, possiamo gridare l’amore che Dio ha versato su noi.

Tu che sai strappare dalla morte, hai sollevato il nostro viso dalla polvere.
Tu che hai sentito il nostro pianto, nel nostro cuore hai messo un seme di felicità.

 

VIVERE LA VITA

Vivere la vita con le gioie e coi dolori di ogni giorno, è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita e inabissarti nell’amore è il tuo destino, è quello che Dio vuole da te.

Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui, correre con i fratelli tuoi…
Scoprirai allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai.

Vivere la vita è l’avventura più stupenda dell’amore, è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita è generare ogni momento il paradiso è quello che Dio vuole da te.

Vivere perché ritorni al mondo l’unità, perché Dio sta nei fratelli tuoi…
Scoprirai allora il cielo dentro di te, una scia di luce lascerai.

 

RITORNELLI

Misericordias Domini in aeternum cantabo.

Laudate omnes gentes, laudate Dominum.
Laudate omnes gentes, laudate Dominum.

Ubi caritas et amor, ubi caritas, Deus ibi est.

Benedici il Signore anima mia, benedici il Signore anima mia
Tu che sei rivestito di maestà e di splendore, sei tanto grande Signore mio Dio

ER 2020: e anche quest’anno è stato bellissimo!

Se ce l’avessero chiesto mesi fa avremmo risposto che tutto ciò sarebbe stato impossibile da fare e invece oggi, a pochi giorni dalla conclusione possiamo affermare che l’impossibile è diventato realtà.
Sono passati circa due mesi da quelle settimane in cui insieme agli animatori ci si ritrovava per provare a organizzare qualcosa di bello per i nostri ragazzi nonostante le varie limitazioni. Sono state settimane di duro lavoro condite da un po’ di paura per ciò che ci sarebbe aspettato; diciamo che un’estate ragazzi in una pandemia non è una cosa a cui siamo abituati! E’ stata una novità che, come ogni novità che si rispetti, ha portato con sè pro e contro. Forse all’inizio di questa avventura, quando ancora l’oratorio era vissuto dagli animatori nei preparativi, si tendeva a vedere di più il negativo: “Non si può fare nulla in queste condizioni! Poveri ragazzi!”. Ma poi, con il passare dei giorni e con una bella spinta verso il voler realizzare qualcosa di bello, ci siamo resi conto che tutto ciò ha portato a scoprire aspetti positivi che mai avremmo creduto! Stare con uno stesso gruppo di ragazzi ha infatti avuto il vantaggio di creare relazioni profonde di apertura verso l’altro che hanno permesso di vivere le emozioni in modo molto intenso: gioia, paura, rabbia, … Tutto condiviso con il proprio gruppo, come se fosse una vera e propria famiglia! Una famiglia in cui con il tempo si creano legami forti. Una famiglia in cui, per far funzionare le cose, ognuno ha avuto il proprio ruolo. Gli animatori e i ragazzi, senza i quali non ci sarebbe stato nulla di tutto ciò, gli adulti che avendo anche solo un pomeriggio o un mattino libero, l’hanno messo a disposizione dell’oratorio, i salesiani con la loro incredibile capacità di curare ogni particolare, gli educatori che hanno coordinato il lavoro degli animatori. Insomma una bella macchina che ha trovato la forza nello Spirito Santo. Una forza di cui si è sentita davvero la presenza che legava i cuori nonostante le necessarie distanze. Come un filo resistente che non si spezza perché tutti hanno camminato nella stessa direzione. Insomma, tirando le somme, le difficoltà del contesto ci hanno permesso di tirare fuori il meglio di noi e questa estate ragazzi ne è stata la dimostrazione!

Cari tutti dei Sale… il saluto di Joy

Circa 8 anni fa, mentre mi trovavo in Sierra Leone, don Mauro Zanini, che era incaricato dell’oratorio di Cuneo, mi videochiamò per chiedermi se, al mio ormai prossimo ritorno, avessi voluto lavorare come educatore ai Sale. Mezza giornata, un anno di contratto, intanto “ti riabitui alla vita di qui” (era già il mio secondo anno consecutivo di missione in Africa) “e capisci cosa fare”. “Va bene, prendiamola così”. La missione mi aveva già insegnato che ad una chiamata, soprattutto se da parte Sua (la chiamata di un Padre che vuole solo il bene per i Suoi figli), è più facile rispondere di sì che di no. Mi presi del tempo per pensarci, ma in cuor mio sapevo già che avrei detto di sì.

Da allora non è passato solo un anno, ma otto; otto anni in cui non ho potuto non vedere la presenza di Dio nella mia vita, in tutte le esperienze vissute (lavorative e non), in tutte le persone passate al mio fianco.

Otto anni di lavoro principalmente in cortile, il cuore pulsante del nostro oratorio, l’elemento che ho sempre visto imprescindibile, attorno a cui ruota tutto il resto: luogo di incontri, brevi o lunghe chiacchierate, giochi, preghiere, calcio (onestamente ogni anno sempre un po’ meno…), ramanzine, inseguimenti, spettacoli, tornei, discorsoni, rosari, e tante, tante altre cose.

E poi: il doposcuola, “rinato” sei anni fa; l’Estate Ragazzi, in particolare Estagiò; i gruppi (quello del triennio soprattutto); i due anni di lavoro nella Sala della Comunità (come dimenticare i balletti e le opere liriche? Una figlia ha deciso di nascere proprio una di quelle sere!); il progetto educativo-pastorale dell’oratorio; il nuovo sito internet (ecco, l’altra figlia è nata in quei giorni!); i cosiddetti “lavori socialmente utili” (cioè quelli più faticosi ed esigenti dal punto di vista fisico, mio vero punto forte) accompagnati dalle immancabili “gite” in discarica. E tanto altro ancora, fino ad arrivare al 2020, al Covid, con lo smartworking e le riunioni e i gruppi in videoconferenza, la “spesa che non pesa” e l’accoglienza dei senzatetto.

La memoria è selettiva, senza una ragione. Se provo a guardarmi indietro, le prime cose che mi vengono in mente sono episodi apparentemente insignificanti oppure isolati e slegati tra loro. Ad esempio: il rifacimento delle strisce dei campi del cortile, quando mi impigliai nelle reti di protezione e caddi rovinosamente, il calcio balilla umano e il bubble football, quando stetti in mutua per una stomatite erpetica la prima settimana di estate ragazzi, la neve di febbraio 2015, le due estati in Ghana, la mostra missionaria nelle sale giochi, la morte di Piera e di Scarma, una pandemia, Gardaland 2018 e Alzate di Momo 2019, una macchina che ci tira via lo specchietto del pulmino mentre si andava alle Cupole (a proposito, mi ricordo di circa 40 giorni di Cupole negli ultimi 5 anni) e mi fermo qui perché la catena di pensieri da sola, altrimenti, non si arresta.

Anche nella mia vita privata, in questi anni, è successo un po’ di tutto: gli eventi che l’hanno travolta, stravolta e sconvolta sono le nascite di Margherita e Beatrice. Tra l’una e l’altra, mi sono pure candidato al consiglio comunale (e chissà che non sia stata una grazia il non esserci entrato, seppur per un soffio).

Nel mentre, lo studio di un po’ di teologia alla Crocetta di Torino, fino al conseguimento del master di Operatore di Pastorale Giovanile. E ancora tante letture, studi e approfondimenti su Don Bosco e la pastorale salesiana.

Ho vissuto anche tante esperienze che capitano una volta nella vita, come il bicentenario della nascita di Don Bosco, con la peregrinazione dell’urna con la reliquia (sì, Don Bosco venne a Cuneo!) e la visita del Papa a Torino (seguita però dal divano di casa con febbre in pieno giugno).

Un segno di questa presenza, che non posso tacere, è poi, senza ombra di dubbio, la promessa da Salesiano Cooperatore il 31 gennaio 2017, con l’ingresso “ufficiale” nella Famiglia Salesiana.

Dicevo, tante esperienze, ma soprattutto tante persone incontrate (parentesi: comincio con ringraziare mia moglie Agnese che, parafrasando una delle nostre magliette dei Sale, ha elaborato la citazione “che fatica la vita da moglie dell’educatore”; ed ho detto tutto).

Riprendiamo, tante persone incontrate: innanzi tutto i colleghi educatori (dalla prima equipe con Ileana, Eleonora e Michela, agli “storici” Cristina, Denise e Luca, fino a Veronica, la new entry più recente), ma anche chi ha lavorato negli uffici, nel teatro o nelle pulizie. Non voglio dimenticare i volontari di Servizio Civile (Simone, Fabio, Roberto, Francesco, Annalisa, Michela, Carola, Elisa) e le miriadi di volontari che “tengono su questa baracca”, e c’è chi lo fa davvero da tanti anni, mica solo otto.

Ringrazio poi la comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice e tutta la Famiglia Salesiana, in particolare i Salesiani Cooperatori. E poi, ovviamente, la comunità salesiana: i direttori, don Michele e don Mauro, e gli incaricati dell’oratorio, don Mauro, don Davis, don Stefano e don Alberto, che si avvicina molto a quello che, credo, dovrebbe essere un fratello. Ricordo fraterno che ho anche di Matteo e Michael, con cui ho condiviso tanto, se non tutto, nei giorni trascorsi insieme ai Sale.

Un pensiero particolare a chi in questi otto anni, della comunità salesiana, si è riunito a don Bosco in paradiso, dopo avermi visto bambino e adolescente: don Mario, don Pietro, don Aldo (se penso a quella volta col telefonino…) e soprattutto don Pomero, la prima persona in assoluto che incontrai entrando ai Sale da bambino, per me da sempre il prototipo del salesiano.

Mi piacerebbe poi fare un elenco di tutti gli animatori e i ragazzi che ho incontrato, che sono coloro che in questi anni mi hanno riempito testa e cuore, riuscendo a dilatarlo a dismisura, pur sotto un’impassibile apparenza che a volte diventava quella proverbiale scontrosità. Per ora sappiate solo che (e cito Ligabue, come facevo già da ragazzino), “è tutto scritto, ed è qui dentro, e viene tutto via con me”.

Sono passati otto anni ed è arrivata una nuova chiamata. La terza, dopo l’Africa e i Sale, al seguito di don Bosco, la cui mano, posata da bambino sulla mia spalla, ha lasciato un segno indelebile. Anche in questo caso mi sono preso del tempo per pensarci, ma in cuor mio sapevo già che avrei risposto di sì, pur con un velo di tristezza. Perché ciò di cui sono certo è che i Sale mi mancheranno più di quanto non mancherò io. Chi non vuole capire, lo chiami pure solo “lavoro”. Ma solo leggendo questa “proposta” nella prospettiva della chiamata spariscono i dubbi e le preoccupazioni, perché dove c’è dubbio e preoccupazione c’è ancora troppo di me stesso e molto poco di Dio.

Sono stato e sono un privilegiato: ho fatto della mia passione un lavoro, un lavoro nella cui bontà credo profondamente. Ho fatto di un luogo in cui mi sono sempre sentito a casa la mia sede di lavoro. È sempre stato qualcosa di più. E ora tornerò a passare ai Sale da semplice oratoriano, per dare una mano o portarci le mie bimbe, sapendo che ci sentiremo sempre a casa. Grazie davvero a tutti e a ciascuno, è stato un viaggio bellissimo, insieme!

Joy

PS Un po’ di hashtag, quasi delle litanie…!

#nonperforzamaperamore #vicinoolontanoiopensosempreavoi #eccoiltuocampo #renditiumileforteerobusto #chesappianodiessereamati #bastachesiategiovani #studiadifartiamare #coipiediperterraecolcuoreincielo #educazionecosadicuore #finoallultimorespiro #chefaticalavitadaeducatore #ciriposeremoinparadiso

XVIII Domenica del Tempo Ordinario – Matteo 14,13-21

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, 13avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. 14Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
15Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». 16Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». 17Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». 18Ed egli disse: «Portatemeli qui». 19E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. 20Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. 21Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Il vangelo di domenica racconta un miracolo di Gesù fra i più importanti. E tutto incomincia con un’annotazione che rivela il sentimento profondo che Gesù porta verso la folla: «Sentì compassione per loro». La compassione di Gesù – trasparenza della compassione di Dio – è un sentimento ricco di sfumature: è l’atteggiamento di chi si sente coinvolto e responsabile, un atteggiamento fatto di simpatia, amore e misericordia. È a partire da questo sentimento che si comprendono tutti i gesti di Gesù che il brano evangelico puntualmente racconta. Gesù dà un ordine ai discepoli, prega e ringrazia, moltiplica i pani, li spezza e li consegna ai discepoli perché li distribuiscano. Gesù «pronunziò la benedizione»: è questo l’atteggiamento più autentico dell’uomo di fronte a Dio, alle cose e ai fratelli. Benedire significa riconoscere che le cose sono un dono di Dio e, quindi, ringraziare: doni di Dio da gustare nella gioia. Ma anche da condividere, perché Dio li ha creati per tutti i suoi figli, non solo per alcuni.
I discepoli si preoccupano della folla, ma credono che debba essere la folla stessa a risolvere il suo problema: «Congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Gesù invece coinvolge i discepoli e li impegna. Tocca a loro risolvere il problema: «Date loro voi stessi da mangiare». Un ordine impossibile: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci». Ma nulla è impossibile a Dio. Gesù prende il poco che i discepoli hanno e li moltiplica: nelle sue mani il poco diventa molto, il pane spezzato diventa abbondante. In sostanza Gesù vuole che il «comprare» venga sostituito con il «condividere». E questo significa che devono cambiare le relazioni fra te e gli altri, fra te e le cose. Tu sei responsabile dell’altro e perciò personalmente coinvolto nel suo bisogno. Il problema del pane per tutti è problema tuo, non soltanto degli affamati. E le cose che possiedi – fossero pure soltanto cinque pani e due pesci – sono beni di Dio da godere con gli altri, non a differenza degli altri. Lo schema del «comperare» crea i fortunati e gli sfortunati, alcuni hanno molto, altri poco, altri nulla. Occorre passare dal comperare al condividere. Se anche – paradossalmente – i discepoli avessero comperato col loro denaro il pane da distribuire, avrebbero compiuto un gesto di carità, non un segno che introduce nei rapporti una logica differente. È Gesù che fa il miracolo, ma non è Lui che distribuisce il pane alle folle: «Li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alle folle». È un’immagine della Chiesa: è Cristo che dona la Parola e la vita, ma tutto passa fra le mani degli uomini che lo rappresentano.

Proposte di canti della S. Messa: XVII Domenica del T.O

Inizio: ACCLAMATE A DIO

Acclamate a Dio da tutta la terra, cantate alla gloria del Suo nome,
date a Lui splendida lode, stupende sono le Sue opere,
Stupende sono le Sue opere!

Per la grandezza della Sua potenza davanti a Lui si piegano i nemici.
A Dio si prostri la terra, a Lui canti inni, canti al suo nome.

Il mare ha cambiato in terraferma, con la Sua forza regnerà in eterno,
Dio salva la nostra vita, per questo in Lui esultiamo di gioia.

Venite voi tutti che temete Dio e narrerò quanto per me ha fatto.
A Lui ho rivolto il mio grido, la mia lingua cantò la Sua lode.

 

Gloria: GLORIA (Mariano)

Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama. (x2)

Noi Ti lodiamo, Ti benediciamo, Ti adoriamo, ti glorifichiamo,
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa.
Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre Onnipotente, Figlio unigenito, Cristo Gesù.

Signore Dio, Agnello di Dio, figlio del Padre Onnipotente.
Tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Tu che togli i peccati del mondo, accogli benigno la nostra preghiera.
Tu che siedi alla destra del Padre abbi pietà di noi.

Tu solo il Santo, Tu solo il Signore, Tu l’Altissimo Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo nella gloria del Padre.

 

Salmo: UBI CARITAS

Ubi caritas et amor, ubi caritas, Deus ibi est.

 

Alleluia: ALLELUIA PASSERANNO I CIELI

Alle-alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.

Passeranno i cieli e passerà la terra, la tua Parola non passerà, alleluia alleluia.

 

Offertorio: ANTICA ETERNA DANZA

Spighe d’oro al vento, antica eterna danza, per fare un solo pane, spezzato sulla mensa.
Grappoli dai colli, profumo di letizia, per fare un solo vino, bevanda della grazia.

Con il pane e il vino, Signore Ti doniamo le nostre gioie pure, le attese e le paure.
Frutti del lavoro e fede nel futuro, la voglia di cambiare e di ricominciare.

Dio della speranza, sorgente di ogni dono, accogli questa offerta che insieme Ti portiamo.
Dio dell’universo raccogli chi è disperso e facci tutti Chiesa, una cosa in Te.

 

Comunione: DALL’AURORA

Dall’aurora io cerco te, fino al tramonto ti chiamo.
Ha sete solo di te, l’anima mia come terra deserta.

Non mi fermerò un solo istante, sempre canterò la tua lode,
perché sei il mio Dio, il mio riparo. Mi proteggerai all’ombra delle tue ali.

Non mi fermerò un solo istante, io racconterò le tue opere
perché sei il mio Dio, unico bene, nulla mai potrà la notte contro di me.

 

Finale: PACE SIA PACE A VOI

“Pace sia, pace a voi”: la tua pace sarà sulla terra com’è nei cieli.
“Pace sia, pace a voi”: la tua pace sarà gioia nei nostri occhi, nei cuori.
“Pace sia, pace a voi”: la tua pace sarà luce limpida nei pensieri.
“Pace sia, pace a voi”: la tua pace sarà una casa per tutti.

“Pace a voi”: sia il tuo dono visibile “Pace a voi”: la tua eredità
“Pace a voi”: come un canto all’unisono che sale dalle nostre città.

Intervista ai ragazzi del centro estivo

E dopo l’intervista agli animatori, è il momento dei nostri fantastici animati! Chissà cosa penseranno di questa estate ragazzi. E’ giunto il momento di scoprirlo insieme! Abbiamo provato a proporre alcune domande ai ragazzi di più fasce, ecco le loro risposte!

Ti piace questa estate ragazzi?
Si mi piace perché balliamo e giochiamo tanto. (1 2 elementare)
Si, perché ci sono tanti amici e ci divertiamo molto. È organizzato bene, e ci sono dei bravi animatori. (3 4 5 elementare)
Sì molto. (1 2 media)
Tantissimo, non me la sarei mai aspettata così. (Estagiò)

Ti stai divertendo?
Si, molto, perché giochiamo tanto. (1 2 elementare)
Si molto. (3 4 5 elementare)
Preferivo l’anno scorso. (1 2 media)
Mi sono divertita un sacco e vorrei essere ancora lì. (Estagiò)

Cosa ti manca rispetto agli scorsi anni?
Quest’anno mi è mancato tantissimo fare le gite
Rispetto all’anno scorso mi manca andare al parco giochi (dei sale). (1 2 elementare)
Le gite, il potersi abbracciare, giocare con tutti e non solo con il nostro gruppo. (3 4 5 elementare)
Mi mancano tantissime cose ad esempio: il gioco libero, le gite e il poter prendere la palla al volo durante i giochi.
Rispetto agli anni scorsi mi manca: il gioco libero perchè almeno potevo giocare a quello che volevo, il poter andare al bar da solo, soprattutto il poter avere un contatto fisico e quindi abbracciare le persone a me care. (1 2 media)
Mi manca stare tutto il giorno e il non potersi mai ritrovare
Mi manca non poter giocare con le altre squadre
Stare con persone di altre età
Le uscite. (Estagiò)

Cosa invece ti piace di più rispetto agli scorsi anni?
Rispetto agli anni scorsi mi sono piaciuti di più i giochi di gruppo. (1 2 elementare)
Essere più amici profondi, essendo sempre insieme. (3 4 5 elementare)
Il rapporto con gli animatori
Rispetto agli anni scorsi si riesce a conoscere meglio le altre persone che fanno parte del mio gruppo. (1 2 media)
Mi piace di più la confidenza che si può trovare in un gruppo più ristretto di persone con la stessa età. (Estagiò)

Qual è l’esperienza più bella che hai vissuto durante questa estate ragazzi?
L’esperienza più bella è stata durante il momento dell’accoglienza
L’esperienza più bella di quest’anno, sono state le squadre a numero ridotto. (1 2 elementare)
I grandi giochi, giochi, giochi d’acqua, biciclettata. (3 4 5 elementare)
Aver creato nuovi rapporti di amicizia
I laboratori. (1 2 media)
I momenti formativi e i momenti di gruppo in generale. (Estagiò)

Il ricordo più bello di questa estate ragazzi?
Il mio ricordo più bello è il momento dei laboratori, in cui assieme ai miei compagni ci siamo dati alla creatività. (1 2 elementare)
Essere più uniti, anche se distanti. (3 4 5 elementare)
L’impegno messo dagli animatori e ovviamente il gossip
Andare in piscina con i miei amici
Il grande gioco
Le risate con gli amici. (Estagiò)

XVII Domenica del Tempo Ordinario – Matteo 13,44-52

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «44Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
45Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; 46trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
47Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. 48Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. 49Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni 50e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
51Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». 52Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Le due parabolette del tesoro nascosto nel campo e della perla di inestimabile valore sono sostanzialmente uguali. Illustrano due temi. Il primo è che il Regno esige una pronta e totale decisione: come un uomo che vende tutti i suoi averi per comprare un campo, o come un mercante che vende tutto per acquistare una perla. Non è l’unica volta che Gesù sottolinea che per entrare nel Regno si richiede un distacco totale.
Ma c’è un secondo aspetto ancora più importante: il distacco scaturisce dall’aver trovato. È questo l’insegnamento vero della parabola. Il motivo che spinge il discepolo a lasciare è la gioia di aver trovato. Il motivo della gioia è esplicito nella parabola dell’uomo che compra il campo: «Poi va’, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi». Il Regno di Dio è esigente, ma trovarlo è il centuplo.
Vale la pena di insistere. Le due parabole mettono in scena due figure diverse: nella prima si parla di un bracciante agricolo che lavora in un campo che non è suo, nella seconda di un ricco mercante che possiede negozi e filiali. Ma questi due personaggi sono i protagonisti soltanto in superficie. In profondità i veri protagonisti sono il tesoro e la perla, che si impadroniscono dei due uomini, affascinandoli. Il contadino e il mercante agiscono, ma solo perché totalmente «afferrati» dal tesoro in cui si sono imbattuti. Così è l’esperienza dell’incontro con il Vangelo. Davanti alla scoperta di un tesoro, chiunque agirebbe come loro. Ma questo è ciò che sorprende: la loro novità sta proprio in questa ovvietà. Un uomo che imbattutosi nel Vangelo si comportasse come quel contadino o quel mercante non farebbe nulla di straordinario. È semplicemente un uomo a cui è capitata una grande fortuna. Il Vangelo è esigente, tuttavia è pieno di umanità.

Estate ragazzi: novità per la sesta (ed ultima…) settimana!

L’Estate Ragazzi 2020 vola ormai spedita verso la sua sesta e ultima settimana!

I ritorni delle famiglie, dei ragazzi e degli animatori sono molto positivi e ne siamo contenti. Lo speravamo tanto, ma non era assolutamente scontato e quindi gioiamo con voi di questa buona riuscita.

La prossima settimana si caratterizzerà per un programma leggermente diverso:
lunedì e martedì vivremo due giornate ordinarie, mentre mercoledì sarà la volta del Grande Gioco, giovedì la gita di tutto il giorno al parco acquatico Cupole Lido di Cavallermaggiore e venerdì la giornata finale.

Da giovedì sarà possibile completare il pagamento della settimana ed effettuare l’iscrizione alla gita. La segreteria resterà aperta anche lunedì 27 e martedì 28 per permettere a tutti di effettuare il pagamento della gita. L’orario della segreteria sarà il solito: dalle 8 alle 9.30 e dalle 17 alle 18.30. Il costo della gita sarà di 20€.
È assolutamente garantito il rispetto di tutte le norme sanitarie vigenti ora.

A settembre proveremo a proporre le nostre classiche Settembriadi, ovviamente rimodulate secondo le esigenze del momento. Per ora non possiamo dirvi molto di più. Ricordate di seguire il sito, le pagine dei social e la newsletter per sapere quando sarà disponibile il link per la domanda di iscrizione: l’iter sarà poi lo stesso già seguito per l’estate ragazzi, con una graduatoria, i gruppi, i cancelli, gli orari di ingresso e di uscita e tutto il resto.

Grazie della vostra disponibilità e della fiducia,
siamo contenti di poter camminare insieme!

Intervista agli animatori

Passando di fronte ai cancelli dell’oratorio spesso vi può capitare di vedere ragazzi un po’ più alti degli altri con una maglietta azzurra o gialla; ecco, sono gli animatori! Abbiamo pensato di intervistarli per provare a capire un po’ meglio il loro ruolo in questa estate ragazzi così particolare.

Cos’è significato per te preparare l’estate ragazzi in questa situazione?

L’organizzazione dell’estate ragazzi quest’anno è stata impegnativa – risponde un’animatrice della fascia di 1 2 elementare – perché abbiamo dovuto fare una full immersion in due settimane a differenza degli altri anni che avevamo un mese di tempo. Ma nello stesso tempo questo ci ha permesso di fare un bel gioco di squadra e di curare di più la preparazione dato che le attività dovevano essere organizzate più nel dettaglio.

Come stai vivendo queste settimane di estate ragazzi?

Tutto sommato bene – risponde un’animatrice della fascia di 3 4 5 elementare – anche se molto diversa da quella degli anni passati, a causa di questa pandemia. Si cerca comunque di vivere a fondo queste settimane insieme ai ragazzi che non hanno potuto avere i normali contatti con i coetanei. Devo dire che personalmente sono soddisfatta, anche per il rapporto umano ed affettivo che sono riuscita ad instaurare con molti bambini. Fisicamente anche io comincio a sentire la stanchezza fisica, soprattutto dopo un anno così intenso e dopo gli esami di maturità.

All’inizio avevo un po’ di pregiudizi – aggiunge un’altra animatrice della fascia – perché non riuscivo ad immaginare un’estate ragazzi nel bel mezzo di una pandemia. Ma più passano i giorni più cambio idea; ho instaurato un buon rapporto con le bimbe del mio gruppo, pian pianino le conosco sempre di più, scopro un lato nascosto di ognuna di loro che in un’estate ragazzi normale non avrei potuto conoscere.

Qual è il momento che preferisci della giornata? Perché?

Il momento che preferisco penso sia la parte finale del pomeriggio – risponde un’animatrice della fascia di 3 4 5 elementare – in cui accompagno le mie bimbe all’uscita e mi salutano ringraziandomi con un sorriso grandissimo. Questo per me il miglior appagamento.

Cosa ti manca rispetto alle scorse estate ragazzi? Cosa hai scoperto di inaspettato?

Mi mancano i giochi super affollati, mi mancano le partite animati contro animatori, mi manca il contatto, vedere l’anfiteatro al mattino pieno di ragazzi, una cosa che scalda il cuore – rispondono gli animatori di 1 2 media. Di inaspettato ho scoperto che ci si può divertire pur senza contatto, ad esempio ho riscoperto schiaccia 7!

Quale immagine useresti per descrivere questa estate ragazzi?

Una cipolla – risponde il coordinatore di Estagiò – non perché fa piangere ma perché è a strati, e ogni strato è un pezzo di lavoro di qualcuno, dall’esterno (segreteria, triage) all’interno (il cuore che è ciascun piccolo gruppo).

E ancora…

Un’orchestra, che suona bene armonicamente solo se ogni strumento fa il suo, anche se piccolo e apparentemente insignificante…da chi pensa all’igienizzazione degli ambienti agli animatori sempre presenti tra i ragazzi.