(RI)PENSIAMO LA SALA DELLA COMUNITA’

Una trentina di persone hanno partecipato ieri sera (25.06) all’incontro per (ri)pensare la sala della comunità (SdC). Un gruppo molto eterogeneo, che andava da giovani venticinque-trentenni, fino ad anziani (molto) vicini agli 80 (tutti rigorosamente distanziati!!!). Il numero di presenti e la composizione stratificata per età indica già da solo un bel segnale di attenzione al tema. Dopo i saluti della comunità salesiana portati da don Alberto, la presentazione di alcune idee sul senso e ruolo delle sale della comunità alla luce dei documenti della Chiesa e la restituzione degli esiti del questionario, la serata si è strutturata attorno ad una libera discussione. L’obiettivo, che era quello di smuovere la riflessione su un settore della nostra opera ancora poco considerato e praticato, ha trovato risposta negli interventi che si sono succeduti. Da essi è emersa la necessità di portare l’attenzione della comunità sull’importanza della definizione di un progetto culturale complessivo, in cui si tratteggino le linee di un lavoro di dialogo con la realtà circostante e di interpretazione della stessa, alla luce del Vangelo. Un compito ambizioso, che ci si è anche chiesti come raggiungere. Insieme alla consapevolezza che occorre tenere al centro anche delle attività della sala della comunità soprattutto i giovani. Per essi, lo strumento offerto dal cinema, dal teatro, dalla musica e dalle altre forme di espressione rappresenta certamente un’occasione per sperimentare le proprie capacità, confrontarsi con gli altri, esprimere idee e visioni del mondo, realizzare progetti. Alla fine della serata una dozzina di partecipanti ha dato la disponibilità ad impegnarsi direttamente nella gestione della sala.
Il questionario proposto nelle scorse settimane, a cui hanno risposto 123 persone, seppur rappresenta uno spaccato molto approssimativo del rapporto tra la cominità e la SdC, mostra tuttavia alcuni aspetti interessanti.
Se la maggior parte delle persone che hanno risposto al questionario sono frequentatori abituali della parrocchia/oratorio (72%), è significativa la partecipazione all’indagine di molte persone che calpestano sporadicamente o per nulla i nostri cortili, ad indicare che la SdC può attrarre attenzione oltre gli stretti confini della comunità. Un dato su cui riflettere, invece, è costituito dalla quasi totale assenza dei giovani tra i compilatori: quasi il 58% delle risposte provengono dalla fascia di età tra i 36 e i 65 anni, mentre solo il 20% si colloca nella fascia tra i 20 e i 35 anni e solo poco più dell’1% tra i 14 e i 19 anni. Eppure, come emerso nella discussione, sono proprio i più giovani i destinatari attorno a cui qualificare le proposte della SdC, anche per evitare doppioni con altre realtà analoghe sul territorio.
Abbastanza conosciuti e tutto sommato utilizzati appaiono gli strumenti di comunicazione sociale usati dalla parrocchia/oratorio: in testa ci sono il sito internet, la newsletter settimanale e la pagina della Guida dedicata, accanto a strumenti più tradizionali (come le bacheche) che conservano la funzione di comunicazione veloce ed efficace. Bassa invece l’intensità di frequenza agli eventi proposti dalla SdC: quasi il 55% delle persone frequenta solo sporadicamente la sala, un valore certamente da incrementare.
Interessanti, infine, le risposte alla domanda sulla tipologia di eventi che si vorrebbe vedere in sala: il 69% gradirebbe partecipare ad eventi musicali (di fatto i grandi assenti nell’attuale proposta offerta dalla sala), mentre il 73,5% vorrebbe più incontri con personaggi qualificati, di approfondimento e discussione di tematiche di attualità.

Da questa serata e grazie alle disponibilità raccolte, prende il via la costituzione di un gruppo che collabori alla gestione della SdC. Chiunque fosse interessato può contattare Roberto Saba al numero 338.2115380 oppure alla mail del cinema-teatro.

Finalmente è iniziata l’estate ragazzi ai Sale Cuneo!

Dopo settimane di preparazione e formazione, animatori ed educatori si sono schierati per dare il benvenuto ai ragazzi che nel prossimo mese e mezzo avranno l’opportunità di giocare e divertirsi ai Sale!
Nonostante la fatica di tenere sempre le distanze e indossare la mascherina, la prima settimana si sta svolgendo senza intoppi.

Una parola per descrivere questa prima settimana di estate ragazzi? GIOIA!
Nonostante le distanze con gli altri gruppi, poter vedere gli amici dopo tanti mesi chiusi in casa è stato meraviglioso! E ai Sale si sentono di nuovo le risate e le urla di gioia dei ragazzi, che sono tanto mancate durante il periodo di quarantena.

Proposte di canti della S. Messa: XIII Domenica del T.O

Inizio: ROCCIA DI FEDELTA’

Hai ascoltato, o Dio, il grido di chi soffre e spera, fonte di ogni bene, hai liberato il cuore.
Tu l’acqua viva sei, quando il deserto è intorno a noi, sempre noi loderemo il tuo Nome.

Grande sei tu, Signor, roccia di fedeltà, tu sei con noi, non ci abbandoni mai.
All’ombra del tuo amor su questa terra camminiam,
forti con te verso l’eternità, roccia di fedeltà.

 Hai riscattato o Dio, la vita di chi in te confida, difesa da ogni male, tu sciogli le catene.
Nella tempesta sei, la mano che ci salverà, sempre noi loderemo il tuo Nome.

 

GLORIA

Gloria a Dio, nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati dal Signore.
Ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo e ti rendiamo grazie
per la tua gloria immensa.

Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente,
Signore, Figlio unigenito Gesù Cristo (Gesù Cristo..)

Tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre abbi pietà di noi (pietà di noi..)

Perché tu solo il Santo, Tu solo il Signore, Tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre (di Dio Padre…)

Finale: A – men, a – men, amen

 

Salmo: LAUDATE OMNES GENTES

Laudate omnes gentes, laudate Dominum.
Laudate omnes gentes, laudate Dominum.

 

ALLELUIA PASSERANNO I CIELI

Alle-alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.

 Passeranno i cieli e passerà la terra, la tua Parola non passerà, alleluia alleluia.

 

Offertorio: ECCO QUEL CHE ABBIAMO

Ecco quel che abbiamo, nulla ci appartiene ormai.
Ecco i frutti della terra, che Tu moltiplicherai.
Ecco queste mani, puoi usarle, se lo vuoi,
per dividere nel mondo il pane che Tu hai dato a noi.

Solo una goccia hai messo fra le mani mie, solo una goccia che tu ora chiedi a me…
Una goccia che in mano a Te, una pioggia diventerà… e la terra feconderà.

 

Comunione: TE AL CENTRO DEL MIO CUORE

Ho bisogno d’incontrarti nel mio cuore, di trovare te, di stare insieme a te:
unico riferimento del mio andare, unica ragione tu, unico sostegno tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo tu.
Anche il cielo gira intorno e non ha pace, ma c’è un punto fermo, e quella Stella la.
La Stella polare è fissa ed è la sola, la Stella polare tu, la Stella sicura tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo tu.

Tutto ruota attorno a te, in funzione di te
E poi non importa il “come”, il “dove” e il “se”.

 Che tu splenda sempre al centro del mio cuore, il significato allora sarai tu,
quello che farò sarà soltanto amore. Unico sostegno tu, la Stella polare tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo tu.

 

E LA STRADA SI APRE

Raggio che buca le nubi ed è già cielo aperto.
Acqua che scende decisa scavando da sé l’argine per la vita
La traiettoria di un volo che, sull’orizzonte di sera,
tutto di questa natura ha una strada per sé.

Attimo che segue attimo un salto nel tempo.
Passi di un mondo che tende oramai all’unità, che non è più domani
Usiamo allora queste mani, scaviamo a fondo nel cuore
Solo scegliendo l’amore il mondo vedrà….

Che la strada si apre, passo dopo passo, ora su questa strada noi.
E si spalanca un cielo, un mondo che rinasce e si può vivere per l’unità.. (x2)

XIII Domenica del Tempo Ordinario – Matteo 10, 37-42

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «37Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; 38chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. 39Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
40Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. 42Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
a
Il passo evangelico presentato in questa domenica è la conclusione del grande discorso missionario di Matteo. Queste ultime parole, però, non sono più rivolte ai missionari, ma a coloro che li accolgono. È come accogliere Gesù stesso. Di più: è come accogliere il Padre. Nel concetto di accoglienza è in primo piano l’aspetto di ascolto, di accettazione del messaggio che i missionari portano. Questo significa, appunto, accogliere un profeta come profeta. Non è una cosa facile, perché l’annuncio che il profeta porta provoca divisioni: la scelta pro o contro Cristo – una scelta che non tollera compromessi – divide l’umanità, la famiglia e il cuore di ciascuno. Spesso vorremmo che i profeti ci aiutassero ad aggiustare i nostri compromessi e che giustificassero i nostri falsi pacifismi. Ma il profeta su questo è intollerante. Ecco perché accogliere i profeti è difficile quasi come fare il profeta! Ed ambedue avranno lo stesso premio.
Ma l’accoglienza ha anche una seconda direzione: «Chi darà da bere anche solo un bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli…»: il tema dell’accoglienza dei piccoli è per l’evangelista un tema di primaria importanza tanto da farne la chiave della grande parabola del giudizio (25,31-46). Ma c’è ancor prima un altro tema: l’affermazione del primato assoluto del Regno di Dio. Ho detto «regno di Dio», ma l’espressione è qui impropria: Gesù parla infatti della sua persona («chi ama il padre più di me»). L’attaccamento a Gesù deve superare ogni altro legame. Il primato di Gesù non va solo affermato e riconosciuto a parole, ma concretamente nella sequela: «Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me». La via della Croce è un modo nuovo di vedere le cose e di agire, di valutare e di scegliere: la via della Croce è la via del dono di sé, della solidarietà, della rinuncia a fare della propria persona il centro attorno a cui tutto deve ruotare. Ma nessuna paura: questa logica, così diversa da quella abituale, non è generatrice di morte, ma di vita: «Chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà». Nessun dualismo, né antropologico né escatologico, nel modo di intendere quest’ultima affermazione. Non si tratta di perdere la vita «materiale» a vantaggio di quella «spirituale», né si tratta di perdere la vita in questo mondo per trovarla nell’altro. Si tratta, piuttosto, di una vita che raggiunge l’uomo di qua e di là: un modo di vivere meglio nel mondo, una vita buona, che è tanto forte da vincere anche la morte.

Iscrizioni Estate Ragazzi: seconda e terza settimana

Cari amici dei Sale, ci siamo!

Dopo alcune (purtroppo poche) settimane di preparazione domani ci troverete ai nostri posti di divertimento pronti a iniziare questa nuova avventura!
Per chi si fosse iscritto solo dalla seconda settimana abbiamo una buona notizia: riusciamo a prendervi tutti! Purtroppo per ora riusciamo a garantire l’iscrizione solo per la seconda e la terza settimana, ma speriamo che nel frattempo altri volontari possano aggiungersi e che gli animatori possano conoscere le loro disponibilità con maggiore precisione.

Quindi, lunedì e giovedì, dalle 8 alle 9.30 e dalle 17.00 alle 18.45 le nostre mitiche segretarie vi attendono per completare le iscrizioni per quelle due settimane!

Continuate a seguire le news 😉

A presto!

Lo Staff

 

P.S. Gli iscritti dalla prima settimana possono essere accolti per tutte le settimane richieste

Thank You, Cuneo!

La gioia è un dono di Dio

Nella vita, ho constatato che Dio vuole che tutti gli uomini siano felici. Egli infatti ha creato l’uomo perché partecipasse nella sua gloriosa e gioiosa vita divina, a partire dalle esperienze forti che Egli ci fa percorre nella vita terrena. Tuttavia, tale esperienza si dà in modi diversi secondo allo stato di vita che ciascuno si sente chiamato da Dio. Per me, Daniel Omatu sdb, Nigeriano per la nascita e Cuneese per l’adozione, la vocazione alla vita consacrata, oltre il dono della vita stessa, è il più grande dono che Dio mi abbia fatto.

Perciò, non potevo essere più che contento nel giorno 13 giungo 2020, quando sono stato ordinato diacono assieme ad altri 12 miei compagni di corso da monsignor Cesare Nosiglia arcivescovo di Torino. Questa è una tappa molto importante del mio cammino verso un Salesiano Prete. Comunque, la Chiesa ci insegna che l’azione di Dio non scavalca mai l’apporto dell’uomo, nel senso che, per raggiungere i suoi figli, Dio passa attraverso la comunità, le persone o un individuo. Nel mio caso, tale mediazione è stata i Sale Cuneo che mi ha accompagnato negli ultimi tre percorsi molto significativi; lo studio della teologia, la professione dei voti perpetui, e il diaconato.

Dunque, a voi mi rivolgo, dicendovi grazie di cuore per la testimonianza di fede viva. Mi avete visto crescere fino all’adulto che il Signore desidera. Vi ringrazio per la vostra pazienza, per il lavoro di potare i rami della mia personalità sia nella dimensione della maturità intellettuale che affettiva. Che Dio Padre ricompensi ciascuno di voi secondo i propri bisogni nel cammino verso il suo regno. E mi affido di nuovo nelle vostre preghiere.

Proposte di canti della S. Messa: XII Domenica del T.O

Inizio: POPOLI TUTTI

Mio Dio, Signore, nulla è pari a Te. ora e per sempre, voglio lodare il tuo grande amor per noi.
Mia roccia, Tu sei, pace e conforto mi dai. Con tutto il cuore e le mie forze, sempre io ti adorerò.

Popoli tutti acclamate al Signore, gloria e potenza cantiamo al Re,
mari e monti si prostrino a Te, al tuo nome o Signore.
Canto di gioia per quello che fai, per sempre Signore, con Te resterò
non cè promessa, non c’è fedeltà che in te.

 

GLORIA (Mariano)

Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama. (x2)

Noi Ti lodiamo, Ti benediciamo, Ti adoriamo, ti glorifichiamo,
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa.
Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre Onnipotente, Figlio unigenito, Cristo Gesù.

Signore Dio, Agnello di Dio, figlio del Padre Onnipotente.
Tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Tu che togli i peccati del mondo, accogli benigno la nostra preghiera.
Tu che siedi alla destra del Padre abbi pietà di noi.

Tu solo il Santo, Tu solo il Signore, Tu l’Altissimo Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo nella gloria del Padre.

 

Salmo: IL SIGNORE E’ LA MIA FORZA

Il Signore è la mia forza, e io spero in Lui. Il Signore è il Salvatore,
in Lui confido, non ho timor, in Lui confido, non ho timor.

 

ALLELUIA DIO HA VISITATO IL SUO POPOLO

Alleluia, Alleluia. Alleluia, alleluia. Dio ha visitato il Suo popolo,
ha fatto meraviglie per noi. Alleluia.

 Gli occhi dei ciechi vedono la luce, gli orecchi dei sordi odono la voce.
Dio ha fatto meraviglie per noi, Dio ha fatto meraviglie per noi.

 

Offertorio: VOI SIETE DI DIO

Tutte le stelle della notte, le nebulose, le comete
il sole su una ragnatela è tutto vostro e voi siete di Dio.

Tutte le rose della vita, il grano, i prati, i fili d’erba
il mare, i fiumi, le montagne è tutto vostro e voi siete di Dio.

Tutte le musiche e le danze i grattacieli, le astronavi,
i quadri, i libri, le culture, è tutto vostro e voi siete di Dio.

Tutte le volte che perdòno, quando sorrido e quando piango,
quando mi accorgo di chi sono, è tutto vostro e voi siete di Dio,
è tutto nostro e noi siamo di Dio.

 

Comunione: COME TU MI VUOI

Eccomi Signor, vengo a te mio Re, che si compia in me la tua volontà.
Eccomi Signor, vengo a te mio Dio, plasma il cuore mio, e di te vivrò.
Se tu lo vuoi, Signore, manda me, e il tuo nome annuncerò.

Come tu mi vuoi io sarò, dove tu mi vuoi io andrò.
Questa vita io voglio donarla a te per dar gloria al tuo nome, mio Re.
Come tu mi vuoi io sarò, dove tu mi vuoi io andrò.
Se mi guida il tuo amore paura non ho, per sempre io sarò…
come tu mi vuoi.

Eccomi Signor, vengo a te mio Re, che si compia in me la tua volontà.
Eccomi Signor, vengo a te mio Dio, plasma il cuore mio, e di te vivrò.
Tra le tue mani mai più vacillerò e strumento tuo sarò.

 

PACE SIA PACE A VOI

“Pace sia, pace a voi”: la tua pace sarà sulla terra com’è nei cieli.
“Pace sia, pace a voi”: la tua pace sarà gioia nei nostri occhi, nei cuori.
“Pace sia, pace a voi”: la tua pace sarà luce limpida nei pensieri.
“Pace sia, pace a voi”: la tua pace sarà una casa per tutti.

“Pace a voi”: sia il tuo dono visibile “Pace a voi”: la tua eredità
“Pace a voi”: come un canto all’unisono che sale dalle nostre città.

XII Domenica del Tempo Ordinario – Matteo 10, 26-33

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «26Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. 27Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. 28E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. 29Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. 30Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
32Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri.
a
ll mondo ha odiato Cristo e continua ad odiarlo nei suoi discepoli. Le ragioni del suo odio sono sempre le stesse, ragioni che il mondo tenta di nascondere dietro falsi pretesti: l’ordine religioso e civile, il bene comune. Ma la vera ragione è sempre un’altra: «a causa del nome di Gesù». L’annuncio del discepolo è un annuncio che inquieta il mondo. Il Cristo è venuto, senza tanti riguardi, a fare irruzione nella tranquillità del mondo. Il mondo ama solo ciò che è suo, ciò che non turba la sua pace e non smaschera le sue pretese. Il mondo odia i discepoli di Cristo (quelli veri) perché con la loro esistenza lo pongono in questione.
Il Vangelo di questa domenica, invita il discepolo ad avere coraggio. L’espressione «non temere» ricorre tre volte e scandisce tutta quanta la pericope. E vengono indicate alcune forme in cui il coraggio deve concretamente manifestarsi: il coraggio nella persecuzione, il coraggio di parlar chiaro, il coraggio di non aver mai vergogna di Cristo di fronte agli uomini. E alle forme di coraggio si aggiungono i motivi che devono sostenerlo: la certezza di essere nelle mani del Padre e, anche, la certezza che gli uomini nulla possono fare per toglierci la vera vita. È un coraggio – come si vede – che nasce dalla fede e dalla libertà: la condizione è di amare Cristo al di sopra di ogni altra cosa. Solo così il discepolo è libero da se stesso, e non ha più nulla da difendere, quindi non è più ricattabile.
Mi si permetta un’insistenza. La paura è un sentimento che ogni uomo prova. Generalmente la paura viene da pericoli esterni, dalla calunnia o dalla violenza, ma se può entrare nel cuore dell’uomo turbandolo è unicamente perché vi trova un punto di appoggio. La paura entra nel profondo se si è ricattabili, se qualcosa ci importa più della causa di Gesù. E questo qualcosa può essere la vita, anche se, più spesso, si ha paura per molto meno. Ma ora che il Signore è risorto non c’è più ragione di avere alcuna paura. Persino la morte è vinta: di che cosa allora avere paura? Neppure della forza del peccato, che pure è profondo. Ce lo dice Paolo nella seconda lettura: «Se per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini» (Rom 5,15). Il peccato è grande e pervasivo, sembra dominare ogni cosa, ma la grazia di Dio è più forte dello stesso peccato. (don Bruno Maggioni, biblista)

RIPENSIAMO LA SALA DELLA COMUNITA’

Sala della Comunità Ecclesiale: questo il nome ufficiale con cui è designato quello spazio che tutti chiamiamo “Cinema Teatro Don Bosco”, o più colloquialmente “il Don Bosco”.
Dietro l’espressione richiamata (le maiuscole non sono un errore ortografico, ma una sottolineatura voluta) si intravvedono tre significati importanti, che sono sempre da tenere uniti per comprendere il senso che quell’ambito ha nella nostra opera oratoriana e parrocchiale.
Sala indica chiaramente che si tratta di uno spazio fisico: il teatro, con i suoi 336 posti, il palco, lo schermo, la dotazione strumentale. Sala indica anche uno spazio predisposto per accogliere persone che partecipano a degli eventi: proiezioni cinematografiche, spettacoli teatrali, conferenze e dibattiti, spettacoli musicali. Forse questo è l’aspetto che abbiamo più in mente quando pensiamo al “Don Bosco”.
Poi c’è la parola Comunità, che qualifica e amplia il significato della prima: lo spazio, le attrezzature, gli eventi sono espressioni di una Comunità, a cui appartengono e di cui sono strumenti che quella Comunità usa per dialogare con la realtà in cui è inserita.
La Comunità ha infine un’ulteriore qualifica specifica, è Ecclesiale: gli eventi che si propongono e si accolgono nella Sala sono momenti di espressione della lettura del mondo alla luce del Vangelo, esercizio di una funzione culturale di comunicazione sociale.
Solo mettendo insieme tutti e tre i significati si può comprendere il senso e la finalità di un cinema-teatro in una realtà parrocchiale ed oratoriana.
Questa premessa è utile per rileggere la situazione in cui si trova oggi la Sala della Comunità, affaticata ulteriormente dalla tempesta del covid-19.
Per il momento e almeno fino all’autunno, il Don Bosco non può riaprire i battenti: come purtroppo accade per la maggior parte dei cinema-teatri di tutta Italia, le restrizioni imposte dalle autorità per la tutela della salute dei cittadini rendono troppo onerosa la riapertura, per cui c’è anche bisogno di alcuni adeguamenti non rapidamente realizzabili. Di fatto la stagione 2019-2020 rimane dimezzata: abbiamo dovuto interrompere le proiezioni cinematografiche e annullare sette spettacoli teatrali, cinque trasmissioni di lirica e balletti, numerosi utilizzi da parte di altri organizzatori. Il danno è certamente economico, in termini di mancate entrate, mentre tutta una serie di costi fissi hanno comunque corso; ma soprattutto è un impoverimento di tutte le occasioni di incontro, di protagonismo e di scambio di pensiero che gli eventi rappresentano.
Ci sembra allora importante ripartire proprio da qui. Nei prossimi mesi estivi vogliamo cogliere l’opportunità rappresentata dallo stop imposto dall’epidemia per riportare la Comunità al centro della riflessione sul senso dell’esistenza di un cinema-teatro nella nostra opera. Un invito, a tutte le persone interessate e di buona volontà, per contribuire al rilancio della nostra Sala, sia in termini di pensiero, che di disponibilità di tempo ed energie per la gestione.
Concretamente proponiamo un percorso di alcuni incontri, in cui pensare insieme, come Comunità, quale progetto culturale può trovare espressione nel cinema-teatro e quali risorse (umane e strumentali) sono necessarie e possiamo mettere in campo per realizzare tale progetto.
Il primo incontro è fissato per giovedì 25 giugno alle ore 20.45 in Oratorio. L’obiettivo è di costituire un gruppo di volontari che partecipi sia nella programmazione dell’attività della Sala che nella gestione della stessa, conferendo nuova linfa ed entusiasmo all’ambito della comunicazione culturale e sociale della nostra opera.

Chiediamo inoltre a tutti (che partecipiate o meno all’incontro di giovedì 25) di compilare il piccolo questionario che trovate al seguente link:

https://forms.gle/L1NbdWgpkFuyhWnt6

I dati raccolti ci serviranno per ragionare insieme il 25!

Vi aspettiamo numerosi!!!

Apre la lista d’attesa per l’Estate Ragazzi 2020

Buongiorno amici dei Sale,

in questi giorni siamo stati contattati da molti di voi che ci hanno detto di non essere riusciti a effettuare la domanda di iscrizione in tempo.
Per ora le iscrizioni sono chiuse per coloro che hanno domandato di partecipare alla prima settimana e a breve vi informeremo circa le altre domande.

Per chi volesse ancora iscrivere i figli all’estate ragazzi 2020 può compilare questo modulo https://forms.gle/M5G65GGCQzCDdCB2A con precisione e così entrare in lista di attesa. Qualora fosse possibile accogliere altri ragazzi verrete contattati via email.

Grazie, a presto!

Lo staff