SaleNews 31/10/2019

Cari amici dei Sale,
ci stiamo preparando alla grande festa dei Santi. E’ la festa di chi ha portato a compimento il proprio cammino battesimale crescendo nella comunione di Gesù servendolo nei fratelli. E’ la festa della nostra Pasqua, della nostra adesione alla Pasqua del Signore Gesù. Particolarmente significativo quest’anno l’invito della proposta pastorale “puoi essere santo, lì dove sei”. La santità, ossia il vivere in amicizia con il Signore e fare tutto per Lui, è uno stile di vita che siamo chiamati a vivere sempre e dappertutto.
Vi invito anche ad accogliere l’invito della Chiesa a ottenere l’indulgenza plenaria per i propri defunti dalle 12 del 1° novembre a tutto il giorno del 2 novembre. In che modo? Partecipazione alla S. Messa, comunione, confessione nell’arco di una settimana, visita al cimitero, pregare secondo le intenzioni del Papa. A cosa serve l’indulgenza? Serve ad ottenere dal Signore la remissione delle pene conseguenti ai peccati commessi dai nostri defunti. In altre parole, la nostra vita in grazia di Dio aiuta i nostri defunti a togliere ogni conseguenza dei loro peccati per partecipare alla piena comunione con Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».

Ogni giorno ha il suo santo. Oggi è il giorno del paradiso. L’Apocalisse con la folla straripante di santi e angeli nella gloria infinita del Regno di Dio e il Vangelo con la strada per arrivarci; i santi l’hanno percorsa e noi la stiamo facendo. È la Via delle Beatitudini. Che cosa rende beati?
La causa delle beatitudini è lo sguardo di Gesù. Ha davanti e vicino a sé i discepoli, più distante e in basso la folla di quelli che lo seguono. “Vedendoli”, Gesù parla come maestro e come profeta e dipinge la figura del beato, l’uomo nuovo che tanto gli somiglia. Le beatitudini – ciascuna e tutte insieme – sono infatti l’immagine di Gesù, la sintesi sua, del suo insegnamento e della sua opera. Maria potrà dire: mi chiameranno beata.
Le beatitudini sono la biografia di Gesù (rivelano il suo volto di Figlio di Dio); manifestano chi è Dio (il Padre, uguale al Figlio); mostrano il volto dell’uomo realizzato (a immagine del Figlio); ci salvano dalla menzogna esistenziale, mostrano la fisionomia della comunità dei credenti (i figli che vivono da fratelli); rivelano la verità della vita e il giudizio di Dio su di essa; chiamano a vivere secondo la nostra autentica identità. Sono il Vangelo del Vangelo. La pagina delle Beatitudini è stata paragonata all’Inno alla gioia. Un inno “composto, suonato, cantato su una collina di Galilea sulla riva del lago. Carta della santità, questo canto di otto strofe. Un solo ritornello: beati! E chi canta? Colui che è la gioia stessa del Padre, la gioia dei poveri” (D. Ange). È Gesù che canta.
Le beatitudini sono divise in due parti. La prima indica i soggetti (poveri, afflitti, miti…); la seconda, la realizzazione della promessa (il possesso del regno, la consolazione, la misericordia…). Ad unire le due parti c’è il perché sono beati i poveri, gli afflitti, i miti: non la loro condizione, ma ciò che ne segue. Il primato è sempre di Dio, della sua grazia e del suo amore. Lui rende beato un povero perché gli dona il Regno; beato un afflitto perché lo consola; beato un mite perché gli fa dono della terra; beato un affamato di giustizia perché lo sazierà di risposta… Solo la prima e l’ultima beatitudine hanno il tempo presente (è); le altre, sono al futuro. Come a dire: il Regno è già qui, ma non ancora tutto qui. Il seme che cambia il mondo, la resurrezione di Gesù, è già donato e piantato nella storia, ma non è abolito il cammino perché la pianta si sviluppi. Certo è – dice il Salmo 126 – che chi semina nel pianto, mieterà con gioia.
Festa difficile, quella di oggi, in un contesto culturale chiuso in un orizzonte solo terreno, sprangato alla trascendenza. Si vive come se Dio non ci fosse, illudendoci di inseguire il piacere, la ricchezza, il potere, il successo. È come essere in un treno dimenticando di viaggiare e, soprattutto, di dove stiamo andando. Sì, perché anche noi siamo attesi in Paradiso.

Avvisi:
Venerdi 1 SS. Messe con orario festivo: 8,30; 10,30; 18 (succursale 17,30 e 10); dalle 19 alle 21 adorazione eucaristica (guidata dai Salesiani Cooperatori), confessioni. Indulgenza plenaria per i defunti
Sabato 2 Ricordo dei defunti Ss. Messe 7; 8,30; 18,30 (festiva della domenica; 17,30 alla succursale). Alle 15,45 Rosario al cimitero presso la tomba dei Salesiani
Domenica 3: 15,30 incontro genitori e ragazzi di 2a elementare; 17 S. Messa nella cappella dell’oratorio. In serata rientro degli universitari da Taizè con don Alberto
Lunedi 4 18,30 S. Messa per i defunti dei Lions e incontro con don Mauro su don Bosco
Martedi 5 16,45 inizio incontri catechismo 2a elem.; 21 rosario per i defunti ex allieve e ex allievi (in oratorio)
Mercoledi 6 15 incontro delle caritas di Cuneo; 21 gruppo liturgico
Giovedi 7 20,45 consiglio della CEP
Domenica 10 MGS day a Valdocco per le superiori; 10,30 S. Messa con inizio servizio “Spazio Gattonando” in chiesa.